11/03/2026 di redazione

Ottimo momento per il networking di Hpe, mentre il cloud rallenta

I ricavi trimestrali sono in crescita del 18% anno su anno, ma il dato è inferiore alle attese. A detta del Ceo Antonio Neri, la domanda è forte e trasversale.

L’anno fiscale è cominciato bene per Hpe, ma poteva andare meglio. Nel complesso, l’azienda sinonimo di hardware e software infrastrutturale ha ottenuto nel primo trimestre (terminato a fine gennaio) 9,3 miliardi di dollari di ricavi, dato che segna una crescita del 18% anno su anno ma inferiore alle attese. Hpe aveva infatti previsto ricavi trimestrali compresi tra 9,6 e 10 miliardi di dollari. Da un anno all’altro, gli utili trimestrali sono calati da 590 a 423 milioni di dollari.

Il business è diviso a metà: all’ottimo andamento della componente di networking si contrappone la maggior lentezza dei servizi cloud e AI. I ricavi del networking e delle sicurezza di rete sono più che raddoppiati, dal miliardo di dollari del primo trimestre dell’esercizio 2025 ai 2,7 miliardi di un anno dopo, mentre gli utili sono passati da 320 a 640 milioni di dollari. Nello stesso arco di tempo, nella divisione Cloud & AI (che include i servizi Hpe Greenlake, la soluzione Private Cloud AI e le infrastrutture ottimizzate per l’intelligenza artificiale) si è scesi da 6,5 a 6,3 miliardi di dollari circa nei ricavi, pur con un discreto incremento degli utili, da 547 a 645 milioni di dollari.

“Hpe ha registrato un forte primo trimestre, superando le performance nel nostro business di networking e realizzando uno dei trimestri più redditizi della nostra storia”, ha detto l'amministratore delegato, Antonio Neri, nel commento ufficiale a margine dei numeri. “I nostri risultati del primo trimestre riflettono la nostra rinnovata innovazione nel networking e un’efficace disciplina operativa in un contesto dinamico di approvvigionamento delle materie prime. La domanda per i nostri prodotti e soluzioni è stata forte, con ordini in crescita a doppia cifra su base annua in tutti i segmenti”.

Nella earnings call con gli analisti Neri ha parlato di una “forte domanda” e ha specificato che nel trimestre gli ordini hanno notevolmente superato i ricavi. In particolare, ci sono state forti richieste per “networking, server e storage, alimentati dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale in corso, dalla modernizzazione delle infrastrutture on-premise e da alcuni anticipi negli ordini da parte dei clienti, dovuti alle persistenti carenze di materie prime e agli aumenti dei prezzi”.

In pratica, una parte delle aziende si sta portando avanti, immaginando ritardi nella consegna e futuri rialzi dei listini. Del tema si sta parlando da qualche mese, con un generale consenso di vendor e analisti sul fatto che il boom dei costi delle memorie si propagherà sulla catena di fornitura delle infrastrutture IT e dovrà essere in qualche modo ammortizzato. “GreenLake rimane un elemento differenziante cruciale nel nostro portfolio di software e servizi, con forti prenotazioni di ordini, adozione da parte dei clienti e una crescita dei ricavi annuali ricorrenti”, ha sottolineato Neri.

Il Ceo ha anche detto che è stata completata la “fase uno” dell’integrazione di Juniper, l’azienda di networking acquisita lo scorso anno per 14 miliardi di dollari. “Siamo sulla giusta via per raggiungere i nostri obiettivi di sinergie per l’anno fiscale 2026”, ha aggiunto Neri. “Entrando nella seconda fase, siamo focalizzati sulla creazione di un nuovo leader di mercato nel networking, eseguendo con determinazione la nostra roadmap strategica di prodotti e software, e al contempo generando sinergie di ricavo grazie alla scala del nostro modello go-to-market”. 

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