SB Italia lo aveva preannunciato e ora come Havant, dopo il rebranding, lo mette in pratica. L’allargamento societario, con la sequenza delle acquisizioni di Archive-IT, itAgile, Doxinet e Seta, prosegue con un nuovo investimento che amplia l’offerta nell’area delle tecnologie per la gestione dei processi aziendali e i servizi fiduciari: si tratta di In.Te.S.A. Spa, società benefit controllata da Kyndryl. La chiusura dell’operazione è attesa nelle prossime settimane, una volta soddisfatte le consuete condizioni sospensive.
In.Te.S.A. rappresenta attualmente un’attività non strategica per Kyndryl, realtà ormai focalizzata soprattutto su progetti di modernizzazione dell’IT e su servizi gestiti di cybersicurezza. L’acquisizione Havant rappresenta “un passaggio decisivo nel percorso di crescita di Havant”, ha fatto sapere l’ufficio stampa dell’azienda.
Fondata nel 1987, In.Te.S.A. è riconosciuta come Qualified Trust Service Provider ai sensi del Regolamento eIDAS, cioè della normativa europea per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari. L’attuale offerta è suddivisa su quattro piattaforme proprietarie, cioè Intesa Sign (per la firma elettronica), Intesa ID (per l’identificazione digitale) e Intesa CMS (emissione e gestione dei certificati digitali). L’azienda è inoltre uno tra i principali operatori italiani impegnati nella costruzione dello European Digital Identity Wallet.
Grazie all’acquisizione, Havant potrà proporre “un’offerta end-to-end, nativamente integrata, per la digitalizzazione dei processi aziendali”. Le capacità di intelligenza artificiale applicata, Intelligent Document Processing e conformità normativa di Havant si integreranno con soluzioni di firma elettronica qualificata, gestione dell’identità digitale, Electronic Data Interchange e conservazione a norma. L’ecosistema digitale proposto sarà “completo, interoperabile by design e conforme all'intero quadro normativo europeo”, che include eIDAS 2.0, Dora, AI Act, Gdpr. Aspetto interessante, per Havant, è la complementarietà della clientela, perché In.Te.S.A. è affermata soprattutto nei settori servizi finanziari, automotive, energy & utilities, manifatturiero, grande distribuzione e sanità.
“L’acquisizione di Intesa”, ha dichiarato il fondatore e Ceo di Havant, Massimo Missaglia, “rappresenterà il completamento del disegno strategico alla base di Havant: accompagnare le imprese nell’intero ciclo di vita dei processi digitali, dalla firma al dato, dall’identità certificata all’intelligenza artificiale. Insieme a Intesa portiamo sul mercato un’offerta che in Italia oggi non ha eguali per ampiezza, profondità tecnologica e conformità normativa”.
“Non è soltanto una crescita dimensionale: è l’accelerazione al nostro piano”, ha rimarcato Pietro Lanza, managing director e membro del board di Havant. “Integrare l’eccellenza di Intesa nel digital trust e nell’identità digitale con le nostre competenze in Ecm, AI e digitalizzazione dei processi aziendali ci permette di presentarci al mercato come un unico partner end-to-end, capace di accompagnare i clienti dalla firma elettronica alla conservazione, dalla compliance eIDAS 2.0 alla valorizzazione del patrimonio informativo con l’AI. È un’operazione che anticipa di un ciclo di investimento ciò che il mercato ci chiederà nei prossimi anni”.
Nel 2025 Havant ha raggiunto i 70 milioni di euro di fatturato, con una crescita in Ebitda del 39,7%. L’azienda punta a superare la soglia dei 100 milioni di euro e dei mille collaboratori entro la fine di quest’anno.