Il coronavirus ha scatenato lo sciacallaggio e la disonestà di molti venditori di e-commerce: su Amazon, così come su eBay e su altre piattaforme, nelle scorse settimane sono comparse ondate di prodotti spacciati come una medicina o un rimedio contro l’infezione da covi-19, e parallelamente si è vista un’esplosione dei prezzi di mascherine e gel igienizzanti per le mani. L’azienda di Jeff Bezos peraltro non è rimasta con le mani in mano, bensì ha provveduto ad avvisare i suoi merchant che non avrebbe tollerato le descrizioni false e fuorvianti di presunti dispositivi medici o “rimedi” efficaci contro il coronavirus. 

 

E così è stato: Amazon ha fatto sapere a Reuters di aver rimosso dalla piattaforma di e-commerce oltre un milione di articoli la cui descrizione era inaccurata e truffaldina in relazione al coronavirus. Decine di migliaia di offerte gonfiate di prezzo, inoltre, sono state ugualmente cancellate poiché valicavano i limiti delle normali dinamiche di domanda e offerta. 

 

Vero è che su Amazon i venditori terzi possono modificare i prezzi degli articoli in base alle variazioni di domanda, ma i rialzi delle ultime settimane (in Cina) e degli ultimi giorni (in Italia) sono stati tanto clamorosi da spingere la Procura di Milano ad avviare un’indagine. Tanto Amazon quanto eBay hanno fatto sapere di aver offerto piena collaborazione.

 

In una nota scritta inviata a Reuters, una portavoce della società di Seattle sottolinea che “su Amazon non c’è posto per le speculazioni sul prezzo” e che l’azienda è autorizzata a intervenire nel caso l’offerta risulti “significativamente più alta rispetto ai prezzi recentemente offerti su Amazon e altrove”.