In un anno di grande crescita, trainato dal successo dell’iPhone 6 e rinfrescato nelle settimane scorse con il restyling dell’iPad Air, Apple pensa anche ai servizi. Il 2014 sarà ricordato anche come l’anno di Apple Pay, ovvero il grande passo della Mela nel mondo dei pagamenti contactless: un passo che sembra diretto verso il successo, se è vero che in sole 72 ore oltre un milione di utenti hanno richiesto l’attivazione del servizio. Di questo, fra le altre cose, ha parlato il Ceo Tim Cook durante un evento organizzato dal Wall Street Journal, e i numeri di questo debutto sono tali da superare la somma delle carte contactless registrate negli Stati Uniti con gli altri operatori.

“Master Card e Visa ci hanno riferito che, anche considerando la somma di tutti gli altri servizi di mobile payment, noi siamo già i numeri uno”, ha riferito l’amministratore delegato. “Abbiamo già superato la somma di tutti gli altri, e il tutto in una sola settimana”.

I numeri sono tali, anche, da permettere a Cook di bollare come una “scaramuccia” il tentativo di opposizione fatto da alcune catene statunitensi. Colossi del retail e della distribuzione organizzata come Wal-Mart, Best Buy, Rite Aid , Cvs, Kmart e 7-Eleven hanno deciso di disabilitare il supporto Nfc nei propri terminali di pagamento, impedendo così ai clienti di utilizzare Apple Pay e indirizzandoli verso altri servizi. Per esempio CurrentC, progettato due anni fa proprio da un gruppo di retailer e il cui lancio è atteso per l’anno prossimo: a differenza di Apple Pay, non baserà i traferimenti sulla tecnologia Nfc, bensì sui QR Code.

 

 

A detta di Tim Cook, in ogni caso, l’operazione di boicottaggio (che fra l’altro penalizza anche la soluzione concorrente, Google Wallet) avrà vita breve. “Per come la vediamo noi, non è altro che una scaramuccia”, ha commentato il Ceo. “Credo che su un periodo di tempo più lungo i retailer torneranno sui propri passi. I commercianti a volte perseguono obiettivi diversi, ma nel lungo periodo per essere rilevanti conta soltanto l’amore dei propri clienti”. E i clienti, a quanto pare – un milione di loro, se non altro – hanno già scelto Apple Pay.

I retailer statunitensi non sono gli unici a nutrire timori nei confronti di un nuovo servizio marchiato Mela morsicata. In Europa e oltreoceano il lancio della Apple Sim sul nuovo iPad Air 2 è stato accolto con scetticismo: soltanto l’operatore di telecomunicazioni britannico EE ha deciso di supportare il servizio. Quest’ultimo permette di usare la Sim card Apple inserita nel tablet per navigare passando da un operatore all’altro in modo da sfruttare più piani dati secondo la propria convenienza o in base alle coperture, e il tutto senza dover sostituire fisicamente alcuna scheda Sim all’interno del tablet.  

 

A fronte del supporto di AT&T, Sprint e T-Mobile negli States, in Europa operatori come Telefonica, Three, Orange e Deutsche Telekom hanno optato per la cautela con commenti di maniera che nascondono, forse, il timore di un riflesso indebito di Apple sulle proprie politiche commerciali. “Osserveremo e valuteremo le reazioni del mercato alla Apple Sim”, ha dichiarato, fra gli altri, un portavoce di Orange, mentre Telefonica ha preso tempo assicurando di voler analizzare “come la Apple Sim possa inserirsi nelle nostre strategie di prezzo e di prodotto”.