Aiutare gli scienziati e i medici nella ricerca di una cura per il covid-19 prestando un “pezzetto” del proprio Pc: è possibile farlo, pur di possedere un computer abbastanza potente. Un progetto chiamato “OpenPandemics - COVID-19", ideato e condotto dall’istituto di ricerca Scripps Research, permetterà ai medici e agli scienziati di sfruttare le risorse di calcolo del World Community Grid di Ibm, un supercomputer virtuale che sfrutta la potenza di elaborazione inutilizzata dei computer di utenti volontari.

Scripps Research è una rete composta da oltre duecento laboratori e 2.400 dipendenti, cui si devono oltre mille brevetti. Con il nuovo progetto il singolo cittadino potrà contribuire (senza dover fare quasi nulla) a un’impresa medica tesa a individuare una cura efficace contro il covid-19, o tramite la creazione di nuovi farmaci o con la riconversione di alcune sostanze già in uso. Per portare avanti questa attività servono ingenti risorse di elaborazione, calcolo grafico e storage, ma grazie al World Community Grid l’istituto di ricerca non dovrà acquistare nuovo, costoso hardware.

Ibm fornirà gratuitamente agli scienziati, in crowdsourcing, il proprio supercomputer, già in passato messo al servizio di studi su cancro, ebola, zika, malaria e Aids. E come nei progetti precedenti, comparsi su oltre cinquanta articoli scientifici, anche i risultati di  “OpenPandemics - COVID-19" saranno pubblicamente diffusi.

“Scripps Research è grata a Ibm per aver ospitato il suo progetto nel World Community Grid", ha dichiarato Stefano Forli, PhD, assistente del Dipartimento di Biologia Integrativa Strutturale e Computazionale di Scripps Research, e direttore del progetto. “Sfruttare la potenza di elaborazione inutilizzata su migliaia di dispositivi ci fornisce un'incredibile potenza di calcolo utile a selezionare virtualmente milioni di composti chimici. Il nostro sforzo congiunto con i volontari di tutto il mondo promette di accelerare la nostra ricerca di nuovi, potenziali farmaci candidati ad affrontare le minacce biologiche emergenti presenti e future, sia che si tratti di covid-19 o di un agente patogeno completamente diverso".

 

 

All’utente che voglia contribuire è richiesto di registrarsi online e installare l’applicazione del World Community Grid, la quale entra in funzione quando il Pc è inattivo o sottoutilizzato. “Operando in modo discreto in background senza rallentare i sistemi degli utenti, l'app distribuisce gli incarichi di calcolo e restituisce i calcoli completati ai ricercatori, il tutto attraverso il cloud Ibm”, spiega la società. Dunque l’utente non noterà rallentamenti o deterioramenti di prestazioni.