Lasciatasi ormai alle spalle l’accordo fallito con Fujifilm, Xerox riparte da una complessa riorganizzazione societaria. Il vendor di soluzioni di stampa ha annunciato la creazione di una holding controllata al 100 per cento, che dovrebbe prendere vita ufficialmente a metà anno per essere quotata al Nyse di New York con l’attuale ticker Xrx. In questo modo, la società statunitense potrà ridurre la propria aliquota fiscale, proteggere meglio i brevetti e diversificare il business in maniera più efficiente. La riorganizzazione è stata voluta dal Ceo John Visentin, nominato lo scorso maggio su indicazione dell’investitore attivista Carl Icahn che, insieme all’altro squalo di Wall Street Darwin Deason, era intervenuto direttamente per bloccare la formazione della joint venture con Fujifilm. I due tycoon controllano circa il 15 per cento di Xerox.

Una retromarcia che aveva portato alle dimissioni dell’amministratore delegato Jeff Jacobson, sostituito poco dopo da Visentin. Secondo l’accordo originario la joint venture Fuji Xerox avrebbe dovuto assorbire i tre quarti del capitale di riferimento di Fujifilm, la quale a sua volta avrebbe poi rilevato il 50,1 per cento di Xerox. La newco avrebbe avuto un fatturato stimato in 18 miliardi di dollari.

Nel 2018 il colosso statunitense del printing ha generato ricavi per 9,8 miliardi di dollari, in flessione del 4,2 per cento anno su anno. L’utile per azione è stato di 1,38 dollari, più che raddoppiato rispetto al 2017.