04/06/2026 di Valentina Bernocco

L'agguerrita Microsoft: tra modelli evoluti, Agentic AI e chip quantistici

Dalla conferenza Microsoft Build una raffica di annunci che rendono l’azienda più indipendente dalla tecnologia di OpenAI e che inseguono le nuove frontiere degli agenti AI e del quantum computing.

Il Ceo, Satya Nadella, sul palco della conferenza "Microsoft Build 2026 (Immagine: Microsoft)

Il Ceo, Satya Nadella, sul palco della conferenza "Microsoft Build 2026 (Immagine: Microsoft)

Microsoft toglie il piede dal pedale del freno: con le novità annunciate durante la conferenza “Microsoft Build 2026” di San Francisco l’azienda di Redmond vuole dimostrarsi sempre più capace di fare tutto da sola, progettando hardware e software in ambiti di frontiera, come l’intelligenza artificiale più evoluta (i modelli di ragionamento e l’Agentic AI) e il calcolo quantistico. Una Microsoft tecnologicamente sempre più audace e ancora un po’ più distante da quella OpenAI che per diversi anni è stata punto di riferimento, fornitore e alleato. Il legame con la società di Sam Altman resta in piedi (anche con accordi di revenue sharing riveduti e corretti), ma ha perso quelle caratteristiche di sodalizio tecnologico e commerciale con cui era nato.

Una prima dimostrazione di audacia e di indipendenza tecnologica è MAI-Thinking-1, l’annuncio forse più chiacchierato: il primo modello di ragionamento sviluppato internamente da Microsoft, al momento disponibile su Foundry come preview privata. Addestrato da zero, senza ricorrere alla distillazione, si tratta di un modello di fascia media, che promette efficienza e performance grazie ai suoi 35 miliardi di parametri attivi e a una finestra di contesto da 256mila token, ma garantisce anche un “costo per token contenuto”, a detta di Microsoft. Un punto di forza è il fatto di aver basato il training su dati di livello enterprise e “puliti”, e questo dovrebbe tradursi in una maggiore affidabilità degli output.

Questa tecnologia dà il meglio di sé quando esegue istruzioni complesse e multi-step, ragionamenti su contesti lunghi e generazione di codice, ha spiegato l’azienda. Il termine di paragone di MAI-Thinking-1 (citato dalla stessa Microsoft) è Claude Opus 4.6, modello linguistico di Anthropic progettato per il ragionamento avanzato, l'ingegneria software e l'esecuzione autonoma di compiti complessi. La finestra di contesto di Opus 4.6 è però di un  milione di token, circa quattro volte quella del nuovo modello di Microsoft.

Insieme a MAI-Thinking-1 sono stati annunciati altri modelli linguistici proprietari più specifici. MAI-Image-2.5 e la sua variante flash sono i primi modelli di Microsoft pensati sia per la generazione di immagini a partire da prompt testuali (attività in cui si collocano al ) sia la modifica di contenuti visuali esistenti. Microsoft si rivolge qui non solo ai creativi di professione ma anche a chi realizza presentazioni di lavoro, dal momento che questi modelli sono stati integrati in PowerPoint e prossimamente sbarcheranno su OneDrive, oltre a essere già disponibili su Foundry. I punti di forza sono le performance (si collocano al terzo posto nella classifica Arena AI per il text-to-image e al secondo nell’image-to-image) e il rapporto qualità/prezzo. 

Per lavorare con i testi e le traduzioni le novità dedicate sono MAI Transcribe 1.5 e MAI-Voice-2 (quest’ultimo anche in versione “flash”), entrambe già disponibili in anteprima su Foundry, in Azure Speech. Il primo è un modello per il riconoscimento vocale e le traduzioni con supporto a 43 lingue, mentre il secondo esegue il text-to-speech producendo a detta di Microsoft un parlato “espressivo e naturale". C’è poi MAI-Code-1, modello di coding ottimizzato per l’inferenza e tarato su GitHub, già disponibile in Copilot e VS Code. Tutti i nuovi modelli MAI saranno saranno disponibili anche su Fireworks AI, Baseten e OpenRouter. 

Surface RTX Spark Dev Box (Immagine: Microsoft)

Surface RTX Spark Dev Box (Immagine: Microsoft)

Strumenti, hardware e un sistema operativo per gli agenti AI

Si prosegue anche sulla strada del Agentic AI, a circa un anno dal lancio dell’ecosistema di strumenti per sviluppatori Microsoft Agent Framework e a un mese dalla disponibilità generale della piattaforma di orchestrazione Microsoft Agent 365. Ora debutta ufficialmente (in disponibilità generale su GitHub Copilot, Microsoft Foundry e Copilot Studio) l’ecosistema di Microsoft IQ: si tratta di un insieme di software che forniscono contesto e un ulteriore “livello di intelligenza” agli agenti AI. Work IQ permette agli agenti AI di “vedere” i processi che transitano da Microsoft 365, da sistemi aziendali e fonti esterne, dunque contatti tra utenti, email, documenti, riunioni e le relazioni tra tutti questi elementi. Fabric IQ  mette a disposizione una base semantica condivisa sui dati aziendali strutturati, mentre Foundry IQ consente di creare agenti che possono recuperare informazioni da diverse fonti e da database esterni.

C’è poi quello che Microsoft defniisce come “il grounding più veloce nel mondo reale che si possa offrire agli agenti”: Web IQ, ovvero un insieme di API, con supporto nativo al protocollo MCP, che collegano ad alta velocità i sistemi di intelligenza artificiale a pagine, testi, immagini e video contenuti nel Web. Non c'è lock-in, poiché le enterfacce di Web IQ sono agnostiche rispetto ai modelli linguistici utilizzati.

Altra novità è l’anteprima dell’app GitHub Copilot, che porta funzionalità agentiche nell'ambiente di sviluppo integrato (IDE) preferito, velocizzando non solo la creazione di applicazioni ma anche il loro lancio in produzione. Si possono anche orchestrare più sessioni di agenti in parallelo e far avanzare le modifiche attraverso review, integrazione continua e merge. 

“Con la Microsoft Agent Platform, alimentata dal proprio contesto e dall’intelligenza di Microsoft IQ, è possibile creare il tuo agente in GitHub, distribuirlo su Microsoft Foundry e ottimizzarlo automaticamente con i modelli più adatti al compito”, ha scritto Kyle Daigle, chief operating officer di GitHub e direttore marketing Developer, di Microsoft. “L’agente può basarsi sulla tua intelligenza e sulla conoscenza del mondo, per poi essere accessibile da Microsoft Teams, M365 o in qualunque altro ambiente lavori il tuo team. L’obiettivo è ridurre i compromessi tra contesto e governance, tra sicurezza e velocità, tra modelli e strumenti”.

Ma per Microsoft l’Agentic AI non si limita agli strumenti software per sviluppatori. C’è anche l’hardware di Surface RTX Spark Dev Box, un sistema compatto (occupa un pezzo di scrivania) ottimizzato per attività di addestramento di modelli, fine-tuning locale ed esecuzione di agenti AI. Basata su Nvidia RTX Spark e su Windows Services for Linux 2, questa soluzione arriva a 1 petaflop di potenza AI e a 128 GB di memoria unificata, specifiche che permettono di eseguire localmente LLM fino a 120 miliardi di parametri e contesti fino a un milione di token, senza ricorrere a istanze cloud GPU 3. Sarà disponibile verso la fine di quest’anno, inizialmente negli Stati Uniti e acquistabile dal sito di Microsoft.

L’Agentic AI entra anche nel sistema operativo Windows. Microsoft Execution Containers (MXC), attualmente in preview, permette a  sviluppatori e amministratori IT di creare facilmente degli ambienti sandbox di livello enterprise per gli agenti AI. I requisiti vengono definiti una sola volta per essere poi, applicati in automatico dal sistema operativo ovunque gli agenti vengano eseguiti.

A proposito di sistemi operativi, il colpo di teatro di Microsoft è stato però un altro: Project Solara. Si tratta di un sistema operativo per agenti AI, basato non su Windows bensì su Android, anche perché destinato non ai Pc ma a dispositivi smart. Al momento tutto questo non è nemmeno un prototipo ma un concept, con due declinazioni, entrambe mostrate nel corso della conferenza: uno smart screen “da scrivania" e un dispositivo tascabile non troppo diverso da uno smartphone.

I dispositivi si sbloccano con il riconoscimento facciale e danno accesso ad agenti AI che possono rispondere a domande e svolgere operazioni, meglio di quanto non facciano oggi gli assistenti vocali come Alexa o Siri. Microsoft non punta a sviluppare internamente tali dispositivi, ma piuttosto ne ha dimostrato la fattibilità per attirare Oem interessati al progetto. Google, Meta e OpenAI stanno lavorando a progetti simili.

Non è tutto, per quanto riguarda l’Agentic AI. C’è anche Scout, un agente-assistente autonomo che può coordinare il lavoro di altri agenti e delle applicazioni  Microsoft 365. Funziona come un “pilota automatico” sempre attivo in background, che però a differenza di una qualsiasi applicazione è dotato di una propria “identità” e può svolgere azioni in autonomia e senza supervisione. Integrato in Microsoft 365, Scout è può collegarsi ai processi e ai dati di Teams, Outlook, OneDrive e SharePoint, dunque a email, chat, calendari, contatti. Può, inoltre, connettersi al Web e ad altre applicazioni tramite protocollo MCP. Questa novità si basa sulla tecnologia open-source di OpenClaw, ma con garanzie di “sicurezza e controllo di livello enterprise”, ha sottolineato Microsoft.

Il chip Majorana 2 (Immagine: Microsoft)

Il chip Majorana 2 (Immagine: Microsoft)

Il chip quantistico di Majorana 2

Nell’edizione 2026 di “Build” c’è spazio anche per il calcolo quantistico. Majorana 2 è un chip quantistico che per Microsoft “rappresenta un passo decisivo verso la scalabilità”, grazie a una durata media dei qubit di 20 secondi (con punte fino a un minuto) e a un’affidabilità fino a mille volte superiore rispetto alla generazione precedente. Al posto dei fili superconduttori in alluminio utilizzati in Majorana 1 (e nei chip quantistici di Google e Ibm), il nuovo processore impiega il piombo e leghe di indio e arsenico per migliorare le prestazioni, per estendere la durata dei qubit e per meglio proteggerli dal rumore ambientale e dagli errori.

Il salto evolutivo da Majoirana 1 alla seconda generazione è stato rapido, e in base a questo progresso Microsoft stima ora di poter ottenere un computer quantistico scalabile entro il 2029. “Questo traguardo”, ha scritto Chetan Nayak, technical fellow e corporate vice president of Quantum Hardware di Microsoft, “segnerà una pietra miliare nel percorso verso i computer quantistici tolleranti agli errori e potenzialmente in grado di risolvere problemi che affliggono l’umanità intera”.

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