10/03/2026 di Valentina Bernocco

AI, una spinta sul PIL italiano del 18% se adottata nel modo giusto

Microsoft porta gli agenti AI in Copilot e si apre ad Anthropic. Secondo Teha Group, un’adozione pervasiva dell’AI potrà aggiungere all’economia italiana 336 miliardi di euro all’anno.

Competenze, produttività, trasformazione del lavoro: sono ancora queste le principali sfide e promesse legate all’intelligenza artificiale. Rispetto a tre anni fa, quando il boom dell’AI generativa era ancora agli inizi, il dibattito ha mantenuto questi punti focali ma nel frattempo l’evoluzione tecnologica ha fatto passi notevoli, tra Large Language Model multimodali e Agentic AI. Per vincere le sfide di tre anni fa, specie quella delle competenze, c’è ancora da lavorare e Microsoft è qui per ricordarcelo: lo fa attraverso le innovazioni del suo Copilot, con una nuova strategia battezzata “Frontier Transformation” e con i dati di una nuova ricerca realizzata da  Teha Group (già The European House Ambrosetti) insieme alla stessa società di Redmond e ad Avanade.

Nel suo studio, “AI Skills 4 Agents Observatory 2026”, Teha Group stima che un’adozione pervasiva dell’AI nelle aziende e nel tessuto sociale italiano possa generare un incremento annuale del PIL nazionale del 18% da qui al 2040, con valore aggiunto pari a 336 miliardi di euro all’anno. L’impatto potenziale attraversa tutti i settori, ma sarà particolarmente forte sul manifatturiero, dove il contributo annuo al PIL potrebbe essere di 60 miliardi di euro e l’incremento pari al 19%.

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Il cambio di mentalità necessario

Ma che cosa si intende per adozione pervasiva? Usare l’intelligenza artificiale non basta: bisogna usarla per gli scopi giusti e con la giusta mentalità. Secondo l’osservatorio, ormai quasi il 90% delle grandi aziende italiane ha adottato questa tecnologia, dato in crescita del 5% sul 2024 (crescita modesta, ma anche segnale di maturità), tuttavia il focus è ancora soprattutto sulla produttività. Solo il 27% delle grandi aziende italiane la usa per la trasformazione dei processi e dei modelli di business.

Per quanto riguarda l’Agentic AI, emergono alcuni ostacoli a una sua rapida adozione. Il 29% delle grandi aziende la vede come una naturale evoluzione che confida di adottare, mentre per il 55% è un “salto tecnologico” ancora prematuro da compiere, soprattutto perché manca una cultura digitale (nel 72% dei casi) e mancano competenze sull’AI nella squadra di lavoro (68%) o perché è difficile integrarla nei processi esistenti (47%).

“In uno scenario in cui un’adozione pervasiva dell’AI può generare un incremento annuale del PIL italiano del 18%, è fondamentale passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala”, ha commentato Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia. “Secondo i nuovi dati Teha, il 95% delle grandi aziende italiane vede l’AI agentica come driver di efficienza e produttività e solo il 27% vi associa un vantaggio come motore di business. Occorre un cambio di mindset che porti a concepire l’AI agentica non più come uno strumento IT accessorio ma come una leva strategica. Tecnologia e cultura devono evolvere di pari passo”. 

A livello di comunicazione, Microsoft rimarca questo messaggio con una nuova strategia battezzata “Frontier Transformation”, che prevede di collaborare con le aziende italiane clienti con un “approccio più strategico e integrato, dove l’AI diventa partner di creatività, innovazione e crescita” , anziché considerarla solo una leva di efficienza.

Vincenzo Esposito, AD di Microsoft Italia

Vincenzo Esposito, AD di Microsoft Italia

Copilot è più “aperto” e “agentico”

La nuova strategia di go-to-market potrà far leva anche sulle ultime evoluzioni di Copilot, che non è più una semplice tecnologia di AI generativa conversazionale ma un’intera piattaforma di strumenti e servizi integrati nell'ecosistema software di Microsoft. Siamo arrivati alla “Wave3” di Microsoft 365 Copilot, che ha diverse novità degne di nota. Un po’ come annunciato questa settimana da Google con l’integrazione di Gemini in Workspace, anche Microsoft ha portato nuove capacità “agentiche” all’interno delle proprie applicazioni di produttività, tra cui Word, Excel, PowerPoint e Outlook.

Una novità è l’integrazione di Claude, la famiglia di modelli fondativi di Anthropic, all’interno di Copilot Chat: le aziende possono, quindi, scegliere di usarli in alternativa ai GPT di OpenAI.  Inoltre l’assistente Claude Cowork debutta (al momento come anteprima di ricerca) all’interno di Microsoft 365 Copilot, per aiutare a organizzare attività complesse, come la preparazione di una riunione.

Una novità è l’integrazione di Claude, la famiglia di modelli fondativi di Anthropic, all’interno di Copilot Chat: le aziende possono, quindi, scegliere di usarli in alternativa ai GPT di OpenAI. Inoltre l’assistente Claude Cowork debutta (al momento come anteprima di ricerca) all’interno di Microsoft 365 Copilot, per aiutare a organizzare attività complesse, come la preparazione di una riunione, la reportistica, la creazione di fogli di calcolo Excel, la manutenzione della posta di Outlook, la gestione del lancio di nuovi prodotti.

L’arrivo di Claude in Copilot è degno di nota perché segna un’apertura tecnologica e commerciale verso un’azienda diretta concorrente di OpenAI. D’altro canto, il rapporto tra Microsoft e l’azienda di Sam Altman nell’ultimo anno è diventato sempre meno esclusivo: OpenAI si è legata a Oracle (con la joint-venture Stargate), trovando un partner per l’infrastruttura cloud alternativo ad Azure, mentre Aws è entrato prepotentemente in scena con investimenti e contratti di fornitura di servizi cloud da decine di miliardi di dollari. Microsoft e OpenAI rimangono, in ogni caso, strettamente legate sia sul piano tecnologico sia per interdipendenze azionarie. E per gli utenti, che di tali questioni possono interessarsi anche poco, l’integrazione di Claude in Copilot significa più che altro una maggiore libertà di scelta.

Altra novità della “Wave3” è l'integrazione di WorkIQ, cioè da un layer software che collega Microsoft 365 Copilot ai dati dell’azienda utente, raccogliendoli da email, file, riunioni e chat, oltre che dalla cronologia delle interazioni con lo strumento, e quindi da preferenze, abitudini, modelli di lavoro e relazioni. Nel concreto, WorkIQ serve a migliorare il funzionamento del chatbot e degli agenti AI, permettendo a questi strumenti di dare risposte più contestualizzate e di fare analisi previsionali. Inoltre Work IQ può essere usato per creare agenti AI calibrati sui flussi di lavoro dell’azienda. 

Altro annuncio riguarda Microsoft 365 E7: Frontier Suite, un’offerta di servizi in abbonamento, che sarà possibile sottoscrivere dal prossimo maggio al costo iniziale di 99 dollari per utente. La suite include Microsoft 365 E5 (il pacchetto base per produttività, sicurezza, identità e compliance), Microsoft 365 Copilot, Microsoft Entra Suite (per il controllo degli accessi e delle identità, esteso anche agli agenti AI) e Agent 365, una piattaforma di sicurezza e gestione per agenti AI.

Più precisamente, Agent 365 permette di distribuire in azienda, orchestrare e  controllare diversi agenti AI, con funzionalità di registrazione, controllo degli accessi, visualizzazione, interoperabilità e sicurezza. A due mesi dal lancio in anteprima, nel Registro di Agent 365 sono apparsi decine di milioni di agenti. La disponibilità generale è prevista per l’inizio del mese di maggio.

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Altra novità della “Wave3” è l'integrazione di WorkIQ, cioè da un layer software che collega Microsoft 365 Copilot ai dati dell’azienda utente, raccogliendoli da email, file, riunioni e chat, oltre che dalla cronologia delle interazioni con lo strumento, e quindi da preferenze, abitudini, modelli di lavoro e relazioni. Nel concreto, WorkIQ serve a migliorare il funzionamento del chatbot e degli agenti AI, permettendo a questi strumenti di dare risposte più contestualizzate e di fare analisi previsionali. Inoltre Work IQ può essere usato per creare agenti AI calibrati sui flussi di lavoro dell’azienda.

Altro annuncio riguarda Microsoft 365 E7: Frontier Suite, un’offerta di servizi in abbonamento, che sarà possibile sottoscrivere dal prossimo maggio al costo iniziale di 99 dollari per utente. La suite include Microsoft 365 E5 (il pacchetto base per produttività, sicurezza, identità e compliance), Microsoft 365 Copilot, Microsoft Entra Suite (per il controllo degli accessi e delle identità, esteso anche agli agenti AI) e Agent 365, una piattaforma di sicurezza e gestione per agenti AI. Più precisamente, Agent 365 permette di distribuire in azienda, orchestrare e  controllare diversi agenti AI, con funzionalità di registrazione, controllo degli accessi, visualizzazione, interoperabilità e sicurezza. A due mesi dal lancio in anteprima, nel Registro di Agent 365 sono apparsi decine di milioni di agenti. La disponibilità generale è prevista per l’inizio del mese di maggio.

Marce ingranate sulla formazione

Al citato problema della carenza di sapere e abilità specifiche sull’AI nelle aziende si somma una questione più generale: in Italia le conoscenze informatiche di base scarseggiano. Solo il 54% degli italiani adulti ha competenze digitali di base, contro una media europea del 60%. Nel suo osservatorio, Teha Group ha analizzato 1,59 milioni di annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn, calcolando che nel nostro Paese mancano circa 4,5 milioni di professionisti con competenze digitali avanzate. Ed è una grande opportunità persa, considerando che su LinkedIn si contano oltre 110.000 annunci di posizioni aperte in cui vengono richieste competenze in intelligenza artificiale. Secondo le stime di Teha Group, potremmo arrivare al 2030 con 10 milioni di occupati che saranno privi delle competenze richieste.

Ma meglio sarebbe correre ai ripari per tempo, magari con iniziative concrete come quelle portate avanti da Microsoft. Con il programma internazionale Microsoft Elevate l’azienda punta a formare 20 milioni di persone nel mondo, di cui 400.000 in Italia, nei prossimi due anni. Rientra nel programma l’iniziativa Microsoft AI L.A.B., lanciata nell’ottobre del 2023 e arrivata a coinvolgere 500 aziende e 38 partner (università, system integrator e fornitori di servizi) su oltre 700 progetti. La novità di quest’anno è l’apertura del programma alle startup: le prime 12 già selezionate saranno affiancate da Microsoft e dai partner con attività di formazione, mentoring e networking.

 

Le competenze in area digitale sono anche al centro della Microsoft AI Skills Alliance, una piattaforma di e-learning per professionisti a cui Microsoft contribuisce insieme a 36 organizzazioni e 12 partner tecnici affiliati all’iniziativa. Sulla piattaforma hanno debuttato nuovi webinar e contenuti on-demand che riguardano cinque aree lavorative, ovvero risorse umane, amministrazione e dinanza, vendite, marketing e comunicazione. I percorsi prevedono moduli teorici e pratici, certificati “Basic” e “Pro” e badge ufficiali Microsoft. 

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