21/04/2026 di redazione

Startup e e software aziendale, il modello irlandese che funziona

Crescono in Irlanda gli investimenti dei venture capital (364,8 milioni di euro nel 2025) e l’export di software aziendale. Il ruolo delle Big Tech.

Il ruolo di “succursale europea” delle Big Tech statunitensi all’Irlanda ormai sta stretto. Certo, l’isola di smeraldo nel panorama IT è innanzitutto l'avamposto europeo di multinazionali come Amazon, Apple, Google, Meta, Microsoft, e ancora Ibm (che è qui dal lontano 1956), LinkedIn, PayPal e molte altre società di servizi digitali, cloud e social media. Ma l’Irlanda è anche culla del software enterprise sviluppato da startup fortemente attrattive per i venture capital e capaci di esportare all’estero i propri prodotti.

Lo dimostra l’ultimo report pubblicato dall’agenzia governativa Enterprise Ireland e realizzato da PitchBook. Il 2025 è stato un anno record per le startup irlandesi che sviluppano software aziendale: hanno raccolto dai venture capital 364,8 milioni di euro, il maggior valore annuale di sempre. Considerando anche il 2024, la somma raccolta è pari a  560 milioni. A contribuire allo sprint dello scorso anno c’è stato il round di finanziamento che ha portato 120 milioni di euro nelle casse di Tines, azienda di Dublino che ha creato una piattaforma no-code per l’automazione dei flussi di lavoro.

Secondo il “Global Innovation Index 2025” del Wipo (World Intellectual Property Organization), l’Irlanda è al primo posto al mondo per esportazioni di servizi Ict, per un valore di 9,05 miliardi di euro movimentato lo scorso anno. Inoltre è e al terzo posto, dopo Stati Uniti e Cina, per livello di spesa nazionale in software. 

I FATTORI DI FORZA IRLANDESI

L’anno scorso in Irlanda il settore del software enterprise ha attratto più di un terzo degli investimenti di venture capital totali. Enterprise Ireland si conferma l’investitore di gran lunga più attivo sul mercato interno, avendo partecipato a quasi il 75% del totale delle operazioni del settore del 2025. Un così forte coinvolgimento di un attore statale nell’ecosistema delle startup è un chiaro punto di forza per l’Irlanda, ma non l’unico.

Diversi elementi, storicamente, hanno spinto le multinazionali tecnologiche a mettere radici in Irlanda e allo stesso tempo hanno agevolato la nascita di aziende locali: la tassazione favorevole, innanzitutto, ma anche l’assenza di barriere linguistiche per le società statunitensi, e a margine di tutto ciò anche fattori climatici propizi per una gestione efficiente dei data center. Ci sono, poi le politiche di investimento statali a favore delle startup (con lo stanziamento di un fondo da 250 milioni di euro per il programma “Seed and Venture Capital Scheme”) e un sistema universitario che produce un’alta percentuale di laureati in materie Stem.

Importante è anche l’effetto volano delle multinazionali technologiche che si insediano in Irlanda, creando occupazione e favorendo lo sviluppo di competenze. Competenze che poi i giovani talenti possono spendere altrove, passando a lavorare all’interno di startup o fondandole. L’ultimo “Skill Readiness Index” del Fondo Monetario Internazionale mette l’Irlanda al primo posto nel mondo come Paese meglio equipaggiato di competenze per affrontare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale e i suoi impatti sul lavoro. 

Ai fini della esportabilità della tecnologia software irlandese, sono punti di forza il varo di una strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e la creazione di un ente, il National AI Office, che coordina le attività di adeguamento all’AI Act europeo. Tutti questi elementi ci portano a una riflessione: il modello irlandese è replicabile in Italia? Probabilmente no o comunque non in toto, ma racchiude una serie di azioni e strategie che potrebbero, con qualche adattamento, funzionare anche nel nostro Paese.

Enterprise Irland, Pitchbook, "Ireland's Enterprise Software Landscape"

Enterprise Irland, Pitchbook, "Ireland's Enterprise Software Landscape"

GLI UNICORNI IRLANDESI

Tra le startup irlandesi di maggiore successo la già citata Tines merita una menzione, non solo perché ha raggiunto lo startup di “unicorno” ma perché vanta tra i propri clienti società tecnologiche come Canva, Coinbase e Databricks, oltre alla piattaforma Reddit.

Nell’ambito delle tecnologie per la employee experience, tra gli unicorni c’è Workhuman: la sua piattaforma, oltre a favorire la collaborazione, stimola la creazione di una cultura aziendale e aiuta a motivare i dipendenti. In un campo attiguo si posiziona Teamwork, startup di Cork che ha sviluppato una piattaforma di project management basata su AI e utilizzata da più di 20mila clienti.

La tecnologia di Fenergo, altro unicorno, aiuta a gestire i rischi di sicurezza e compliance legati ai pagamenti e alla gestione dei clienti. MyComplianceOffice, invece, consente alle aziende di servizi finanziari di gestire in modo più semplice i requisiti di conformità normativa.

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