20/04/2026 di redazione

Il cloud europeo sarà sicuramente molto francese e tedesco

L’Unione Europea spenderà 180 milioni di euro per realizzare infrastrutture allineate ai principi di “sovranità”, attraverso Post Telecom, Scaleway, StackIT e Proximus.

https://www.freepik.com/free-vector/europe-map-background-with-dots_2554504.htm

https://www.freepik.com/free-vector/europe-map-background-with-dots_2554504.htm

Il cloud europeo parlerà sicuramente francese e tedesco. L’Unione Europea in questi mesi sta lavorando per tentare di ridurre la dipendenza delle aziende e dei governi del Vecchio Continente dai fornitori statunitensi come Aws, Microsoft e Google, che pure sono molto impegnati nel varo di servizi cloud “sovrani”. Sul piano legislativo molto ci si attende dal Cloud and AI Development Act, iniziativa ancora in fase di sviluppo e finalizzata a triplicare la attuale capacità data center europea nell’arco di cinque o sette anni. Nel frattempo si agisce sul piano delle tecnologie e delle alleanze, con i primi fornitori europei già selezionati per erogare servizi cloud a istituzioni e agenzie governative Ue.

La Commissione Europea ha appena annunciato i vincitori di una gara del valore di 180 milioni di euro, per la fornitura di servizi cloud “governativi” e “sovrani”, con  orizzonte temporale di sei anni. I fornitori selezionati sono quattro, ma nell’ambito di alleanze che aumentano il numero delle aziende coinvolte. C’è Post Telecom, operatore di telecomunicazioni lussemburghese, affiancato da due partner francesi, ovvero Ovhcloud e CleverCloud. Rafforza la componente francese il secondo fornitore selezionato, Scaleway, società di Iliad che sta realizzando investimenti anche in Italia.

E ancora, si torna Oltralpe con Proximus, che è belga ma si è presentato in gara con la società lussemburghese Clarence e con le francesi Mistral (il “campione dell’intelligenza artificiale” transalpino) e con S3NS, la joint-venture che lega Thales e Google Cloud. A rappresentare la Germania c’è invece StackIT, la società di cloud computing di Schwarz Group, la grande holding di commercio e servizi digitali che controlla anche i supermercati Lidl. Insomma, per adesso non sembra di poter dire che il cloud europeo parlerà anche italiano.

“L’utilizzo su larga scala del cloud europeo è un prerequisito per migliorare la sovranità digitale dell’Unione Europe”, ha sottolineato la Commissione Europea nell’annunciare i vincitori della gara. L’idea di un “cloud europeo” in realtà non è troppo recente, come testimoniato dal consorzio Gaia-X, iniziativa nata nel 2020, che però non ha prodotto risultati concreti a causa di divergenze di opinioni tra i partecipanti). L’idea ha ripreso slancio negli ultimissimi anni alla luce delle crescenti incertezze legate a scontri geopolitici e dazi, oltre che per la necessità di procedere nell’adozione dell’intelligenza artificiale senza ingerenze statunitensi o magari, più realisticamente, almeno con una certa capacità di limitarle.

Non si tratterà, comunque, di un singolo prodotto ma di una rete di infrastrutture e servizi conformi a un framework di principi e regole di privacy, sicurezza e interoperabilità dei dati. Resta da capire se e come il cloud europeo farà a meno degli hyperscaler che attualmente dominano il mercato Ue, e che si stanno adoperando con massicci investimenti per lanciare nuovi data center e offerte “sovrane”. 

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI