La perfetta infrastruttura IT a misura di intelligenza artificiale non è facile da realizzare. Spesso non si può creare da zero, per vincoli di spesa e per la necessità di preservare gli investimenti esistenti. Esistono, poi, complessità tecnologiche e di gestione, come il noto problema della frammentazione degli ambienti IT tra on-premise e cloud di diversi fornitori, e come i rischi di cybersicurezza e compliance. Nutanix risponde a tutto questo con Nutanix Agentic AI, una nuova soluzione software full-stack che copre tutte le dimensioni di infrastruttura IT essenziali (calcolo, storage, networking, container, oltre alla sicurezza) e che soddisfa le esigenze di applicazioni moderne e virtualizzate, oltre che dei carichi di lavoro di AI.
Presentata durante l’evento Nvidia Gtc 2026, Nutanix Agentic AI è attualmente in fase di early access. Rappresenta un’estensione della piattaforma infrastrutturale Nutanix Cloud Platform (Ncp) e allo stesso tempo ne utilizza i componenti, l’hypervisor, il networking, i servizi Kubernetes, i servizi AI e altro ancora. L’idea è quella di permettere ad aziende e neocloud (infrastrutture che forniscono capacità di calcolo e altri servizi cloud ad aziende tecnologiche) di “ottimizzare, governare e accelerare i casi d’uso di AI agentica”, ha spiegato Nutanix. In tutto ciò, si è anche cercato di offrire ampia libertà di scelta sulle specifiche tecnologie (server, storage, sistemi convergenti), attraverso un più esteso supporto e nuove integrazioni con Amd, Cisco e Dell, Everpure, Lenovo e Netapp.
“Nel percorso di modernizzazione delle infrastrutture cloud, in un contesto caratterizzato da vincoli in termini di approvvigionamento, le aziende devono bilanciare la flessibilità delle infrastrutture hybrid multicloud con l’esigenza di mantenere la sovranità sui loro dati e applicazioni”, ha detto Thomas Cornely, executive vice president, product management di Nutanix. “Con Nutanix Cloud Platform, i clienti possono valorizzare al meglio l’infrastruttura hardware esistente, espandersi all’interno di un ecosistema sempre più ampio di provider cloud e infrastrutturali e mantenere controllo e libertà di scelta su dove eseguire i carichi di lavoro, anche in presenza di variazioni nella disponibilità dell’hardware e nelle tempistiche di approvvigionamento”.
Le novità Nutanix in arrivo
La nuova offerta copre tutto il ventaglio delle necessità e delle scelte di infrastruttura e applicative. In early access e disponibile nella seconda metà dell’anno, la soluzione Nkp Metal amplia l’esistente Nutanix Kubernetes Platform per consentire implementazioni di Kubernetes direttamente su infrastrutture bare-metal. Un’opzione utile specialmente per gli ambienti edge e per i carichi di lavoro a intenso utilizzo di Gpu, come quelli di addestramento dei modelli AI.
Nell’ambito dell’archiviazione, la novità (già disponibile) è la versione 5.3 di NutanixUnifiedStorage (Nus), che promette di elevare lo storage a oggetti al livello di prestazioni necessario per l’intelligenza artificiale. Questa release estende le funzionalità di Smart Tiering, consentendo lo spostamento dei dati verso Google Cloud e Ovhloud S3 in modo coerente. Come ulteriore nuovo elemento, in arrivo entro la fine dell’anno, Nus integrerà l’accelerazione Rdma (Remote Direct Memory Access) per lo storage di oggetti compatibile con S3, per velocizzare in modo significativo il trasferimento e l’elaborazione di grandi volumi di dati (elementi tipici del training dei modelli AI, ma non solo).
Già disponibile è anche l’aggiornamento di Nutanix Data Lens, soluzione per le verifiche di sicurezza e di integrità dei dati. In precedenza proposto solo come Software as-a-Service, nella versione 2.0 il servizio può essere eseguito anche on-premise e in ambienti air-gapped. La release 2.0, inoltre, introduce funzionalità di analisi dei ransomware, auditing e governance dei dati e permette la visiblità su intere infrastrutture di storage distribuite per le implementazioni sovrane e i dark-site.
Nell’ambito delle tecnologie database, la novità è l’annuncio di un'integrazione certificata, già disponibile, tra Nutanix Database Service e MongoDB Ops Manager. Basata sul modello di integrazione di backup di terze parti di MongoDB, questa novità aiuta a semplificare le operazioni dei database aziendali grazie al provisioning automatizzato e alla gestione del ciclo di vita negli ambienti infrastrutturali e nei database.
L’annuncio che interessa i fornitori di servizi è Nutanix Service Provider Central (nome abbreviato in SP Central), servizio che introduce nuove capacità multi-tenant per poter più facilmente erogare un’ampia gamma di servizi AI, cloud di hosting attraverso la Nutanix Cloud Platform. Al momento in fase early access, passerà alla disponibilità generale nel secondo semestre.
Per chi abbia la necessità di gestire su larga scala un elevato numero di cluster, distribuiti su molteplici istanze cloud, la novità è la versione 2.0 di Nutanix Cloud Manager. Basata su una nuova architettura, consente ai clineti di Prism Central di gestire istanze cloud su più siti e domini, ma anche di gestire più Pc da un’unica console (per centralizzare inventario, avvisi, playbook, reportistica, capacity planning e analisi “what‑if”).
Una valanga di nuove integrazioni
Nutanix ha anche lavorato sul fronte delle alleanze e integrazioni tecnologiche. La nuova appliance Foundation Central semplifica il deployment dell’infrastruttura cloud Nutanix e dell’hypervisor Ahv su un ampio ventaglio di server di Cisco, Dell, Fujitsu, Hpe e Lenovo, oltre che sulla piattaforma NX. Tra le novità, è stato aggiunto il supporto per il disaster recovery sincrono sui sistemi Dell PowerFlex e sui FlashArray //c di Everpure (già Pure Storage), oltre che sui FlashArray //x e //xl, per cui già era previsto.
Per quanto riguarda le infrastrutture di calcolo, nella Cloud Platform di Nutanix debuttanno i server con Cpu di Amd e prossimamente saranno inclusi anche i server con Gpu dello stesso produttore. Nell’ambito del networking e della sicurezza di rete, la notizia è l’integrazione delle soluzioni Nutanix con Cisco Unified Edge, Cisco Secure AI Factory e Cisco AI Pod. Entro la fine dell’anno sarà disponibile anche l’infrastruttura convergente FlexPod, con i sistemi di calcolo e networking Cisco, lo storage NetApp e il software Nutanix.
Sempre a proposito di Dell, è ora in early access ma sarà prossimamente disponibile per tutti il supporto per Dell PowerStore insieme a un’automazione avanzata di Dell Private Cloud. Inoltre è previsto il supporto per gli ambienti Dell PowerFlex Ultra5. Non manca all’appello un altro grande produttore di server e di sistemi di stoage, Lenovo, con il previsto futuro supporto della gamma ThinkSystem.
Particolarmente significativa è l'alleanza con Netapp, con l’estensione del supporto al sistema operativo Ontap, a tutti gli array NetApp AFF A-series all-flash e ad alcuni sistemi FAS ibridi e flash. Significativa perché l’accordo con un fornitore di sistemi di storage esterno è funzionale anche all’opera di conquista che Nutanix sta portando avanti, un po’ alla volta, da anni: acquisire clienti di Vmware, scontenti dei nuovi termini di utilizzo e licenza voluti dal nuovo proprietario, Broadcom. L'integrazione (basata sul protocollo NFS) tra la Nutanix Cloud Platform e NetApp Ontap può agevolare la migrazione delle macchine virtuali, con conversioni data-in-place completate in pochi minuti e dunque con minime interruzioni di operatività.
Per ampliare le possibilità di scelta del cloud provider di riferimento, Nutanix Cloud Clusters (NC2) prevede nuove opzioni di implementazione su diversi hyperscaler, incluse le offerte di Amazon Web Services per le società statali, su Aws GovCloud, e per le aziende di settori molto regolamentati, su Aws European Sovereign Cloud. Queste aggiunte saranno disponibili entro la fine dell’anno, così come il nuovo supporto per istanze bare-metal C3 e Hyperdisk con NC2 su Google Cloud (che permetterà di scalare lo storage indipendentemente dal calcolo e di sfruttare tipi di istanze bare-metal prive di archiviazione locale).
Come sottolineato dall’azienda, nel loro complesso queste novità rappresentano “la più ampia espansione del supporto infrastrutturale nella storia di Nutanix, offrendo ai clienti opzioni di deployment consolidate su piattaforme enterprise consolidate, oltre alla massima flessibilità e libertà di scelta in termini di hardware”.