28/04/2026 di Valentina Bernocco

L’AI orizzontale e verticale di Impresoft è pensata per l’Italia

La logica “one-stop shop” abbraccia l’intelligenza artificiale in ogni divisione e attività del gruppo. La media azienda italiana è il primo target.

L’intelligenza artificiale è ovunque, su più livelli, e funziona se non un’aggiunta posticcia bensì un’integrazione nell’esistente. Capace, però, di trasformare processi, conoscenze, abitudini lavorative e modelli di business. In molti fanno affermazioni simili, ma Impresoft dimostra di metterle in pratica e di saperle declinare in diversi settori di mercato e in differenti processi aziendali. Negli ultimi anni l’AI è diventata una componente integrata in tutta l’offerta di Impresoft, ma è anche entrata nelle abitudini lavorative dei suoi collaboratori e nei servizi erogati ai clienti. 

“Sappiamo che il digital è essenziale per la crescita del Paese", ha esordito in conferenza stampa Alessandro Geraldi, Group Ceo di Impresoft, ruolo che ricopre da circa tre anni. “L'italia è quarta in Europa per spesa in digitale, ma ha una penetrazione sulla spesa più bassa rispetto a Paesi europei comparabili e agli Stati uniti. l'italia ha investito poco e non ha creato l'infrastruttura fondamentale per la crescita”. 

La missione di Impresoft, ha spiegato Geraldi, oggi è proprio quella di creare e solidificare quella infrastruttura, fatta di tecnologie e di dati, necessaria per la crescita e necessaria, altresì, per usare l’intelligenza artificiale in modo efficace. “In Italia  servono operatori specializzati in grado di servire il mercato e soprattutto il mid-market”, ha proseguito. “Impresoft ha colmato un vuoto, focalizzandosi sulla pancia del Paese, quella che produce, compete ed esporta, su cui nessuno si era focalizzato”.

Ed è “un buon business model”, ha detto il Ceo, sia perché risponde a un’esigenza reale del mercato sia perché premiato dai risultati, in termini di crescita e solidità del giro d’affari (il 70% è fatto da ricavi prevedibili, e i ricavi annuali ricorrenti crescono del 13%), di clienti (circa cinquemila) e di capacità attrattiva (come dimostrano le numerose acquisizioni realizzate negli ultimi anni). Strutturato su 25 sedi in Italia e cinque all’estero (Canada, Francia, Romania, Svizzera, Stati Uniti), il gruppo conta circa 1.700 collaboratori. Ma non si ferma qui: “L'ambizione è di continuare a crescere e di raddoppiare le dimensioni”, ha promesso Geraldi.

Un’offerta verticale e orizzontale

Combinando le tecnologie dei grandi vendor in logica best in class (da Microsoft a Oracle, da Sap a Salesforce, da Ibm ad Aws, da Cisco a Veem) con le proprie soluzioni proprietarie, il gruppo copre tutti i principali processi “orizzontali”, come il Crm, l’Erp, l’automazione del marketing e delle vendite, il servizio clienti, la gestione del lavoro ibrido. Allo stesso tempo, Impresoft ha sviluppato negli anni alcune specializzazioni verticali, prima su tutte quella nel manifatturiero (anche attraverso un competence center dedicato), e a seguire nel retail, nella sanità, nel settore dell’energia e altri.

Siamo gli unici a combinare i servizi IT completi con software proprietario, avendo anche le infrastrutture, la cybersecurity e il cloud”, ha rimarcato Geraldi. "Abbiamo il vantaggio di essere un one-stop shop per i nostri clienti, con competenze specifiche. L’AI è per noi oggi un elemento trasversale a tutto, al Crm, all'e-commerce, all'Erp. Ma è anche cruciale che sia utilizzata da chi fa software e aiuta i clienti a risolvere i problemi. Resta fondamentale la verticalità, è quello che ci rende credibili e ci ha consentito di crescere. Non vendiamo qualcosa che emoziona ma qualcosa che è necessario”.

Alessandro Geraldi, group Ceo di Impresoft

Alessandro Geraldi, group Ceo di Impresoft

Intelligenza artificiale a tutti i livelli

Parlare di intelligenza artificiale “integrata” e “trasversale” non è solo uno slogan. Impresoft propone molte soluzioni Software as-a-Service che prevedono l’AI come ingrediente, ma ha anche portato funzionalità di AI generativa e agentica all’interno dei software proprietari, tra cui l’Erp, i sistemi per la gestione della produzione industriale e quelli per il controllo qualità. A tendere, verrà realizzato un “framework AI condiviso” su tutto il portfolio di offerta, per aggiungere strumenti di intelligenza artificiale conversazionale, reportistica automatizzata e rilevamento delle anomalie. Inoltre sono già stati realizzati progetti per clienti italiani dei settori manifatturiero, retail, sanità, energia e istruzione, progetti che spaziano dai percorsi di formazione alle soluzioni customizzate di GenAI e Agentic AI. 

In parallelo all’evoluzione dell’offerta, Impresoft ha avviato un programma di adozione dell’intelligenza artificiale all’interno delle diverse società del gruppo. Al momento vengono già utilizzati strumenti AI per il coding e il testing, per la gestione documentale e per il supporto clienti, ma è prevista l’attivazione progressiva (nell’arco di due anni e con un associato programma di change management), di altri casi d’uso definiti “ad alto impatto”. 

“L'AI è qui per rimanere”, ha detto l’amministratore delegato. “La affrontiamo con un piano in cui abbiamo voluto essere non solo AI-first ma AI-first at scale. in tutto ciò che facciamo c'è un pezzo di AI, sia nel software sia nei servizi. Inoltre puntiamo a far sì che tutti i nostri 1.700 collaboratori usino l’AI nel miglior modo possibile”. Ma l’obiettivo di un’adozione estesa e profonda dell’intelligenza artificiale è compatibile con quello di allargare o addirittura raddoppiare la dimensione aziendale? Geraldi ha rimarcato che nella sua visione l’AI non serve per lavorare meno bensì per lavorare meglio, e quindi non sostituisce il personale ma lo potenzia.

Ultimo punto, nella visione di Impresoft sull’AI, riguarda la “italianità” della proposta. Il gruppo ha sviluppato internamente un modello di governance AI fondato sul principio di trasparenza negli algoritmi, sulla centralità delle persone (e quindi sulle competenze) e sull’aderenza all’AI Act europeo.

Dal manifatturiero alla sanità, dall'istruzione all’energia

L’intelligenza artificiale è protagonista, in varie forme, dei progetti realizzati per clienti di diversi settori. Impresoft ha realizzato corsi di formazione e workshop pratici per Lithos, azienda di arredamento e design, e per Fope, un esempio di made in Italy nella gioielleria: in entrambi i casi, l’obiettivo è stato di aiutare manager e dipendenti ad avvicinarsi a questa tecnologia e a esplorarne le opportunità di applicazione. I workshop realizzati per 4Graph, società di servizi di stampa e comunicazione digitale, hanno sfruttato la metodologia di Design Thinking per coinvolgere i principali reparti aziendali, mappare i possibili casi d’uso e definire un percorso di adozione condiviso.

L’AI generativa è al centro dei progetti di Prysmian e di Lab Travel. Per la società di produzione di cavi e sistemi per l’energia e le  telecomunicazioni Impresoft ha realizzato una soluzione basata su tecnologia Microsoft (Azure & Azure AI Foundry) che in automatico traduce i contratti in più lingue, genera tag di indicizzazione e attribuisce un punteggio di rischiosità ai contratti stessi in base alle clausole presenti o assenti. 

Per il tour operator Lab Travel, invece, è stato realizzato con le medesime tecnologie Microsoft un chatbot che dà supporto “24/7” alla rete degli agenti di viaggio, aiutandoli ad accedere a informazioni su pratiche, documenti, normative e assicurazione. Integrandosi con fonti di dati esterni, il sistema verifica in tempo reale la sicurezza delle destinazioni.

Gli agenti AI sono protagonisti di altri due progetti. Con la piattaforma Agentforce di Salesforce Impresoft ha realizzato per Ceccato Automobili & Guidi Car un agente AI per le attività di prevendita: può gestire in autonomia molte delle richieste che gli utenti pongono nella chat del sito Web. L’agente comunicare agli utenti le disponibilità di automobili, può creare lead nel Crm (se l’utente esprime interesse a essere ricontattato) o pianificare attività di follow-up.

Biasuzzi, società proprietaria dei villaggi turistici BiHoliday, può contare invece su due diversi agenti AI per il servizio clienti, uno di tipo front-end e l’altro utilizzato dagli operatori del customer service. Il primo dei due può rispondere alle domande e richieste dei clienti attingendo a varie fonti di dati, tra cui i siti Web dei villaggi, lo storico di casi già gestiti, le email del Crm e documentazione caricata in libreria. Il secondo aiuta gli operatori che rispondono via email agli utenti: può generare bozze di testo a partire da prompt predisposti e attingendo allo storico dei casi e ai contenuti dei siti Web dei villaggi.

Si basano su tecnologie SaaS “multi-agente” le soluzioni realizzate per due realtà produttive italiane, cioè Nupi Industrie Italiane (che si occupa di sistemi in plastica per il trasporto di fluidi in ambito industriale, navale e civile) e per Ognibene Power (componenti idraulici e sistemi di sterzo per macchinari e applicazioni industriali). Entrambe utilizzano, grazie a Impresoft, dei sistemi multi-agente integrati nel sistema di gestione della qualità, che possono interrogare dati aziendali verificati, generare documenti e compilare automaticamente reclami e dichiarazioni di non conformità. Oltre a ridurre il lavoro manuale, queste soluzioni hanno migliorato la tracciabilità dei processi.

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