28/04/2026 di redazione

Dell presenta lo storage veloce, integrato e a prova di ransowmare

PowerMaxOS 10.4 apporta miglioramenti di prestazione del 25%, rilevamento ransomware avanzato e integrazioni con VMware e OpenShift

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Uno storage veloce e performante, ma anche più sicuro, “a prova di ransomware”, e capace di integrarsi con i principali software infrastrutturali e di virtualizzazione. Lo propone Dell con la versione 10.4 del sistema operativo PowerMaxOS, che apporta miglioramenti su più fronti – prestazioni, sicurezza, supporto – per elevare lo storage ai livelli delle applicazioni mission-critical. Dell ne caldeggia l’utilizzo per i workload più impegnativi, come le implementazioni su larga scala di Oracle, Sap, Salesforce, o come le applicazioni che gestiscono dati sanitari.

In base a test di interni condotti da Dell sui tempi di risposta, i sistemi con a bordo PowerMaxOS 10.4, rispetto a quelli con installata la versione 10.3, garantiscono tempi di risposta inferiori del 25% i per i workload protetti da Srdf.  Allo stesso tempo, grazie a miglioramenti di efficienza e alla nuovissima configurazione a coppia di nodi, la versione 10.4 del sistema operativo riduce il costo totale di possesso dei nuovi array PowerMax 2500 e 8500. 

Per quanto riguarda la sicurezza, la principale novità è una tecnologia di rilevamento avanzato del ransomware, ma ci sono anche il supporto Single Sign-in per Okta, PingFederate ed Entra ID e il supporto delle chiavi private per Sso Oidc. In pratica, lo storage si inserisce nelle logiche Zero Trust. Il sistema operativo propone anche una soluzione Srdf (Symmetrix Remote Data Facility) unica nel suo genere, che prevede la replica su quattro siti e in due regioni, combinando il metodo Srdf/Metro (per la replica metro attiva-attiva all'interno di una regione) e Srdf/A (per il failover interregionale). Lanciata originariamente alla fine dello scorso anno, la soluzione è stata potenziata con Srdf/S come opzione per la replica sincrona all'interno di una regione.

Altri miglioramenti riguardano l’integrazione tecnologica con i software di Vmware e di Red Hat OpenShift, fatto utile anche per poter migrare in semplicità le macchine virtuali. Dell ha anche introdotto funzionalità che velocizzano la migrazione e il provisioning dei cluster di archiviazione.

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