24/04/2026 di redazione

Oracle e Google mettono a frutto l’unione tra database, agenti AI e cloud

Oracle AI Database Agent permette di usare Gemini Enterprise su dati proprietari, in modo sicuro. Annunciati anche un servizio per la migrazione e nuove “regioni cloud"

Oracle avanti tutta sull’intelligenza artificiale e sugli analytics attraverso l’alleanza con Google Cloud. La società di Redwood procede nella direzione intrapresa da qualche anno scegliendo di legarsi agli hyperscaler come volano per raggiungere con i propri servizi database una platea ancor più ampia di aziende. Da Las Vegas, dove è in corso l’annuale evento di Google Cloud, oltre agli annunci dell’azienda organizzatrice si sono stati anche quelli di società partner, tra cui Salesforce, Sap, Crowdstrike, Netskope e anche Oracle.

Tra le notizie spicca la disponibilità di Oracle AI Database Agent nel marketplace di Google. La soluzione permette di usare Gemini Enterprise per interagire con i dati Oracle, tramite query in linguaggio naturale e altre funzionalità i AI integrate in Oracle AI Database. Le risposte ottenute saranno pertinenti e contesualizzate, perché basate sui dati dell’azienda cliente. L'agente interpreta ogni richiesta, esegue query sui dati Oracle (che sono pertinenti e governati) e fornisce informazioni senza spostare o duplicare i dati. Oracle AI Database Agent può anche aiutare gli sviluppatori a usare in modo sicuro i dati Oracle in flussi di lavoro AI più avanzati, a connetterli ad altri strumenti nella Gemini Enterprise Agent Platform di Google per automatizzare attività come l'estrazione, l'analisi e la visualizzazione dei dati.

Alcune novità riguardano l’offerta Oracle AI Database@Google Cloud. Il nuovo servizio Oracle Cloud Infrastructure GoldenGate, disponibile a breve, consente una migrazione più semplice dei database su Google Cloud, con basso impatto sull’operatività e con spostamento dei dati in tempo reale. Il servizio si integra con Google BigQuery per consentire analytics quasi in tempo reale, eliminando la latenza tra sistemi operativi e quelli analitici. 

Altra novità è l’integrazione di Oracle Autonomous AI Lakehouse con Google BigQuery, n pratica, le tabelle Iceberg e i dati in formato aperto memorizzati in Google Cloud Lakehouse possono essere letti direttamente da Oracle Autonomous AI Lakehouse, senza comlpicazioni e senza duplicazione dei dati. Per le aziende ciò significa poter creare un0architettura lakehouse unificata che supporta i carichi di lavoro di analytics e AI sia su Oracle sia sul Google Cloud, riducendo lo spostamento dei dati e gli associati costi.

Il terzo annuncio riguarda il debutto di nuove “regioni” disponibili per Oracle AI Database@Google Cloud, che portano a 15 il totale di quelle già attivate. Le aziende italiane possono già appoggiarsi alla regione Europe-West 8, centrata su Milano, a cui si affiancherà entro un anno la futura Europe-West 12, localizzata a Torino.

“Stiamo rendendo più semplice per i clienti utilizzare il linguaggio naturale per accedere, comprendere e agire sui dati aziendali combinando l'esperienza di Gemini Enterprise con le prestazioni, la sicurezza e la governance del database leader di settore di Oracle”, ha dichiarato Nathan Thomas, vicepresidente senior, product management, Oracle Cloud Infrastructure. “Applicando l'AI direttamente ai dati aziendali a livello di database, i clienti possono migliorare la precisione, rafforzare i controlli e utilizzare i modelli in modo più efficiente senza esporre dati sensibili o aggiungere complessità. Insieme, aiutiamo i nostri clienti ad alimentare l’AI agentica con dati aziendali affidabili, in modo semplice ed efficace”.

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