L’annuncio dell’alba dell'Agentic Enterprise durante l'ultimo Google Cloud Next ‘26 a Las Vegas segna un punto importante per l’evoluzione digitale delle aziende. L'amministratore delegato di Google Cloud, Thomas Kurian, ha definito Gemini Enterprise come il tessuto connettivo indispensabile tra dati, persone e applicazioni, progettato per trasformare i processi frammentati in un unico flusso intelligente e scalabile. Da Las Vegas, Google ha presentato uno stack ottimizzato per rispondere all'esigenza dei Cio di avere un’infrastruttura dove ogni componente sia sviluppato congiuntamente per garantire l'efficienza necessaria all'AI di produzione. In altre parole, sebbene Google continui a supportare le architetture aperte senza remore, adesso ha una infrastruttura per l'intelligenza artificiale completa nella sua proposta.
La nuova Gemini Enterprise Agent Platform , infatti, si propone come l’ambiente di riferimento per i team tecnici impegnati nello sviluppo e nell’orchestrazione di flotte di agenti. Attraverso strumenti come Agent Studio e l’Agent-to-Agent Orchestration, le organizzazioni possono governare la complessità, garantendo l'identità degli agenti e monitorando le anomalie con rigore a livelli mission-critical. L’integrazione di un ecosistema aperto permette di implementare istantaneamente agenti specializzati provenienti da partner strategici come Oracle, ServiceNow e Workday, accelerando il time-to-market delle soluzioni agentiche. L'accesso a modelli di frontiera, inclusi Gemini 3.1 Pro e il supporto per Claude Opus 4.6 di Anthropic, assicura che le imprese possano sempre contare sulla massima potenza cognitiva disponibile.
Motori di calcolo e il nuovo ecosistema dei dati
Alla base di questa rivoluzione tecnologica si colloca l’ottava generazione di Tensor Processing Unit, per la prima volta presentate in due varianti: le Tpu 8t, dedicate all’addestramento massivo, e le Tpu 8i, ottimizzate per consentire un'inferenza a latenza quasi zero. La potenza computazionale è supportata da innovazioni critiche nel campo dello storage, con il sistema Lustre (capace di raggiungere i 10 Terabyte al secondo di throughput), e nel networking con l'architettura Virgo, per prestazioni elevate su scala globale. Queste innovazioni infrastrutturali costituiscono l'ossatura necessaria per sostenere carichi di lavoro agentici che richiedono una reattività immediata e una gestione dei dati senza precedenti. Una potenza “bruta” che non dimentica la flessibilità. Infatti, le aziende possono scegliere tra i processori Axion di Google e le più recenti Gpu Nvidia per personalizzare le proprie capacità di calcolo.
L’AI Agentica necessita però di una linfa vitale: un Data Cloud nativo, capace di fornire contesto in tempo reale. Le nuove soluzioni di Knowledge Catalog (in precedenza Dataplex) e il Data Agent Kit sono progettati per consentire agli agenti di effettuare il grounding nelle informazioni aziendali, riducendo quasi a zero le allucinazioni e aumentando la precisione operativa. L’introduzione di un Lakehouse cross-cloud e nativo per l'intelligenza artificiale permette un accesso continuo ai dati, superando i silos informativi e consentendo azioni autonome basate su una visione olistica degli asset aziendali. In questo modo, i professionisti IT si trasformano da semplici gestori di database in orchestratori di flussi informativi che alimentano direttamente la crescita del business.
(Immagine: Google)
Difesa agentica e la nuova produttività del workspace
La sicurezza in un’impresa popolata da agenti autonomi richiede un approccio radicalmente nuovo che Google Cloud ha battezzato, senza fare sfoggio di grande fantasia, Difesa Agentica. Combinando la Threat Intelligence proprietaria con la Cloud and AI Security Platform di Wiz, la piattaforma è in grado di rilevare e rispondere alle minacce in modo proattivo lungo tutto il ciclo di vita del software. La protezione autonoma si estende dal codice al runtime in ambienti ibridi e multicloud, avvalendosi di agenti specializzati in detection engineering e in remediation immediata delle vulnerabilità. Questo scudo protettivo è essenziale per garantire ai manager IT che l'adozione dell'AI non comprometta la resilienza e la conformità normativa dell'organizzazione.
Sul fronte della produttività individuale e di gruppo, Google Workspace evolve nella Taskforce Agentica, integrando agenti che trasformano lo storage passivo in un collaboratore attivo. Drive Projects permette di gestire file e informazioni con una consapevolezza contestuale, mentre i nuovi Shopping Agents automatizzano i processi d'acquisto dalla fase di ricerca fino al checkout tramite linguaggio naturale. Le nuove funzionalità di Gemini Enterprise App, come il Designer di agenti e la modalità Canvas, consentono a ogni dipendente di creare scorciatoie per attività ripetitive e modificare documenti complessi senza mai cambiare applicazione. Questo approccio riduce drasticamente l'attrito operativo, permettendo ai team di concentrarsi su attività a maggior valore, mentre gli agenti gestiscono i flussi di lavoro più ripetivi e onerosi in termini di tempo.
Trasformazione dei settori e l’impegno verso l’apertura
I risultati tangibili dell'adozione dell'Agentic Enterprise sono già visibili in diversi settori industriali, dalla produzione automobilistica ai servizi finanziari. Multinazionali come Bosch e Vodafone stanno utilizzando Gemini Enterprise per risolvere proattivamente interruzioni di servizio e accelerare l'innovazione interna, mentre il gigante del marketing Wpp è riuscito a lanciare campagne guidate dall'IA con una cadenza serratissima che ne ha raddoppiato il valore per i clienti. Esempi come Macquarie Bank, che ha recuperato oltre centomila ore di tempo per i propri collaboratori, dimostrano come l'AI agentica sia diventata una leva fondamentale per l'efficienza operativa e il risparmio sui costi. La capacità di scalare queste soluzioni in settori eterogenei conferma la maturità della tecnologia e la sua prontezza per l'implementazione su larga scala.
In diverse occasioni, Kurian ha ribadito la dedizione di Google Cloud all'apertura dello stack tecnologico, garantendo ai Cio la massima libertà di scelta. La possibilità di utilizzare una vasta gamma di modelli, dai proprietari ai terziari, e di appoggiarsi a diverse architetture hardware evita il lock-in fornitore e protegge gli investimenti a lungo termine.
Dal Google cCoud Next ’26 si torna con la chiara idea che tutti siano convinti che la trasformazione in Agentic Enterprise rappresenti il futuro della competitività aziendale, e per sfruttarla pienamente l'AI, l’hypercomputing e il Data Cloud si devono fondere per creare la giusta piattaforma di spinta al business. Ora che la tecnologia è disponibile e testata sul campo, la sfida per il management IT è quella di guidare l’azienda con i suoi processi, i suoi dipendenti e la sua missione di business verso il futuro, affrontando con coraggio una trasformazione che dal punto di vista tecnologico è già pronta, ma va completata con un balzo in avanti di mentalità.