21/04/2026 di redazione

La prima mela cade dall’albero: Tim Cook lascia Apple, entra John Ternus

Dopo 15 anni, l’erede di Steve Jobs lascia il ruolo di amministratore delegato. Al suo posto, l’attuale senior vice president hardware engineering dell’azienda.

John Ternus e Tim Cook, nuovo Ceo e Ceo uscente di Apple (Immagine: Apple)

John Ternus e Tim Cook, nuovo Ceo e Ceo uscente di Apple (Immagine: Apple)

Per Apple finisce un’era. Un’altra. Tim Cook resterà per tutti l’erede di Steve Jobs, ma dal prossimo settembre lascerà ruolo di amministratore delegato, ricoperto per 15 anni. La notizia, annunciata da Bloomberg e dalla stessa Apple, include anche il nome del successore di Cook: è John Ternus, l’attuale senior vice president hardware engineering dell’azienda. 

Un dettaglio non secondario, quest’ultimo. In un mondo sempre più governato dal software, attraverso il modello di erogazione del cloud computing, l’hardware sarà una variabile cruciale e un bene prezioso, strategico anche, per le aziende vendor, i governi e le nazioni. Semiconduttori, server e data center sono i mattoni, i blocchi e i muri portanti della rivoluzione dell’intelligenza artificiale, e la loro evoluzione non sarà meno importante di quella degli algoritmi. 

“Essere il Ceo di Apple e ricevere fiducia per guidare un’azienda tanto straordinaria è stato il maggiore privilegio di tutta la mia vita”, ha dichiarato Cook. “Amo Apple con tutto me stesso e sono davvero grato di aver avuto l’opportunità di lavorare con una squadra di persone così ingegnose, innovative, creative ed estremamente attente, dedite in modo incrollabile ad arricchire la vita dei nostri clienti e a creare i migliori prodotti e servizi al mondo”.

L’uscita di scena di Cook non è improvvisa, ma il risultato di un “lungo e ponderato processo di pianificazione della successione”, secondo quanto riferito dall'azienda. Da qui a settembre l’attuale Ceo resterà in carica lavorando gomito a gomito con Ternus per garantire la classica “transizione senza intoppi”. Manterrà poi, in seguito, il ruolo di presidente esecutivo, per dare supporto in alcune attività della compagnia, tra cui le relazioni con governi e istituzioni.

John Ternus, Svp hardware engineering e prossimo Ceo di Apple

John Ternus, Svp hardware engineering e prossimo Ceo di Apple

Chi è il nuovo Ceo di Apple

L’ingresso di Cook in Apple risale al 1998, quando l’ingegnere già aveva alle spalle 12 anni di lavoro in Ibm: la scelta fu presa, così ha raccontato, dopo aver conosciuto Steve Jobs. Pochi mesi prima di morire, nell’ottobre del 2011, il fondatore passò il testimone.  A quell’epoca John Ternus, classe 1975, era già in Apple da una decina d’anni (dopo aver lavorato come ingegnere meccanico in Virtual Research Systems, società californiana di hardware), entrato nel team di sviluppo prodotto per dedicarsi inizialmente ai monitor e poi ai lettori iPod, ai Mac e agli iPad, e ancora dopo agli iPhone.  Nel suo ruolo di senior vice president hardware engineering ha lavorato a diretto riporto dell’amministratore delegato.

Nelle dichiarazioni di rito, del suo successore Cook ha detto che ha “la mente di un ingegnere, l’anima di un innovatore e il cuore per guidare con integrità e onore”. Ternus è anche “visionario”, i cui contributi in oltre 25 anni in azienda sono troppo numerosi per citarli. “Senza dubbio è la persona giusta per guidare Apple nel futuro”, ha concluso Cook. “Non potrei essere più sicuro delle sue capacità e del suo carattere”.

“Sono profondamente grato per questa opportunità di portare avanti la missione di Apple”, ha commentato Ternus. “Avendo trascorso quasi tutta la mia carriera in Apple, sono stato fortunato a lavorare sotto la guida di Steve Jobs e ad avere Tim Cook come mentore. È stato un privilegio contribuire a plasmare i prodotti e le esperienze che hanno così profondamente cambiato il modo in cui interagiamo con il mondo e tra di noi. Sono pieno di ottimismo per ciò che potremo realizzare negli anni a venire e sono davvero felice di sapere che le persone più talentuose al mondo sono qui in Apple, determinate a far parte di qualcosa di più grande di ciascuno di noi”.

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