27/04/2026 di redazione

Chip per l’intelligenza artificiale, il vento è cambiato a favore di Intel

L’azienda riporta una domanda superiore all’offerta in tutte le divisioni e ricavi in crescita del 7% anno su anno. Nuove alleanze con Google e Nvidia.

(Immagine: Intel)

(Immagine: Intel)

Sono stati e sono ancora anni difficili per Intel, tra cambi al timone, ritardi nella produzione e strategie di taglio dei costi legate. L'azienda ha partito la forte concorrenza nel mercato dei chip per l’intelligenza artificiale, dominato da Nvidia e Amd, e lo spostamento della domanda verso le Gpu, più adatte per le attività di addestramento dei modelli linguistici. Ma il vento è cambiato, o almeno così pare. Nei giorni scorsi l’azienda guidata da Lip-Bu Tan ha presentato numeri trimestrali superiori alle attese, specchio di una crescente domanda di componenti per l’intelligenza artificiale che non siano necessariamente Gpu, Npu o acceleratori. Le Cpu, che sono il pane per i denti di Intel, hanno un ruolo importante in questo scenario.

A detta dell’azienda di Santa Clara, i livelli di domanda sanno superando l’offerta disponibile in tutte le divisioni, ed è un segno di un cambiamento in corso nell’intero mercato.  “La prossima ondata di AI porterà l’intelligenza vicino all’utente finale, con uno spostamento dai modelli fondativi all’inferenza, all’Agentic AI”, ha dichiarato  Lip-Bu Tan. “Questo passaggio sta incrementando notevolmente il bisogno di Cpu, wafer e soluzioni di packaging avanzato di Intel. Avendo posto solide fondamenta, risponderemo a questa opportunità ascoltando i nostri clienti e portandoli ad avere successo con la nostra competenza tecnica e con la nostra distintiva proprietà intellettuale”. 

Nel primo trimestre Intel ha ottenuto 13,6 miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del 7% anno su anno, mentre l’utile per azione (non-Gaap) pari a 29 centesimi ha superato le attese degli analisti finanziari. L’utile netto (non-Gaap) del trimestre è pari a 1,5 miliardi di dollari. Sono tutti ottimi segnali, l’azienda continua però a faticare nelle marginalità, riportando nel trimestre una perdita GAAP di 3,7 miliardi di dollari, legata a oneri straordinari e ristrutturazioni.

“Abbiamo ottenuto solidi risultati nel primo trimestre, segno del ruolo essenziale e in crescita delle Cpu nell’era dell’AI, oltre che di una domanda senza precedenti per i semiconduttori e della nostra rigorosa esecuzione per ampliare le scorte disponibili”, ha dichiarato il direttore finanziario di Intel, David Zinsner. ”Restiamo focalizzati sul massimizzare la nostra rete di fabbriche per migliorare l’offerta disponibile e per soddisfare le necessità dei nostri clienti nel corso di quest’anno”.

La componente in più netta crescita è di gran lunga quella dei prodotti destinati ai data center e alle installazioni di AI, che hanno generato 5,1 miliardi di dollari di ricavi (sul totale di 13,6 miliardi del trimestre) e che crescono del 22% anno su anno. Non stupisce notare che la divisione Client Computing, dunque i prodotti destinati a Pc e altri dispositivi, sia cresciuta solo dell’1%, rappresentando comunque ancora la fetta più larga del business (7,7 miliardi di dollari nel trimestre).

“Il consapevole reset del nostro modello operativo ha portato al sesto trimestre consecutivo di ricavi sopra alle attese, oltre ad aver rafforzato le relazioni con i partner strategici”, ha aggiunto l’amministratore delegato. Il riferimento è ad aziende come Google e Nvidia. Con la prima delle due è stata annunciata una collaborazione pluriennale che sosterrà l’adozione dei processori Intel Xeon (inclusa la generazione 6) nel cloud di Google, oltre allo sviluppo di microchip specializzati per migliorare l’utilizzo e l’efficienza dei server. Le Cpu Intel Xeon 6 sono state selezionate da Nvidia per i Dgx Rubin NVL8, sistemi raffreddati a liquido ottimizzati per l’intelligenza artificiale agentica. La serie Intel Xeon 6 è anche stata portata a bordo dei più recenti server PowerEdge di Dell Technologies.

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