19/10/2026 di Redazione

Sap, dal cloud agli agenti AI: esempi pratici in produzione

Al "Sap Now AI Tour" di Milano, tre esperienze di trasformazione digitale raccontano le basi dell’impresa autonoma: processi integrati, dati affidabili e infrastrutture.

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Quale dovrebbe essere il vero compito dell’AI nelle "aziende autonome"? Secondo Sap, l’obiettivo da raggiungere è che l’AI si occupi di raccogliere le informazioni ed elaborare gli scenari, lasciando alle persone il compito di prendere le decisioni. Si tratta di un percorso complesso da mettere a terra perché implica una profonda revisione dei processi aziendali e, a volte, del modello di business stesso, ma si vedono i primi passi che già portano vantaggi molto concreti. Angelini Technologies, Bonfiglioli e Oniverse, infatti, sono tre esempi che SAP ha portato come casi di successo relativi a tre realtà diverse, accomunate dalla necessità di governare la crescita e la complessità attraverso il cloud e una gestione più strutturata dei dati.

L’impresa autonoma entra nei processi

Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia, parte sottolineando che il tema dell’autonomia dell’AI è strettamente legato alla governance e alla sicurezza degli accessi perché il compito degli agenti può essere svolto in maniera efficace solo garantendo le giuste autorizzazioni necessarie ad accedere a dati che fanno capo a funzioni aziendali diverse

Un imprevisto nella supply chain, per esempio, può avere conseguenze sulla produzione, sulle consegne e sulla liquidità. L’agente che dovrà preparare gli scenari possibili in risposta all’evento dovrà attingere a dati e competenze differenti. Nel modello proposto da Sap, agenti AI coordinati possono raccogliere queste informazioni, valutarne le relazioni e predisporre alternative da sottoporre ai responsabili. Joule sarà l’interfaccia attraverso cui esprimere un’esigenza operativa e attivare l’interpretazione delle azioni da compiere nel contesto dei processi e dei dati aziendali, attivando le funzionalità e gli agenti pertinenti. Sap Business Technology Platform (BTP) permette di integrare estensioni e agenti personalizzati, mantenendo il collegamento con il significato aziendale dei dati e con le regole di accesso definite dall’organizzazione. Infine, il percorso cloud di Rise with Sap rappresenta la base su cui costruire questa evoluzione.

Angelini Technologies: una migrazione in dieci mesi

Per Angelini Technologies, attiva attraverso Fameccanica nell’automazione industriale e nella logistica avanzata, la trasformazione digitale accompagna l’espansione del business. Alle competenze sviluppate nelle macchine per i prodotti per l’igiene si affiancano nuove applicazioni nell’automazione della logistica e dell’e-commerce. Una crescita che nel 2025 ha portato i ricavi della tecnologia industriale del gruppo vicino ai 400 milioni di euro. In virtù della rapida espansione che stavano affrontando, la loro esigenza era quella di dotarsi di una piattaforma stabile e scalabile, capace di sostenere un rapido sviluppo internazionale. La scelta di Sap S/4HANA Cloud Private Edition, nell’ambito di RISE with SAP, si è tradotta in un progetto completato in dieci mesi, attraverso cinque cicli di conversione.

Francesco Scarrico, Global ICT Director di Angelini Technologies, ha raccontato ha evidenziato soprattutto il lavoro di verifica che ha pervaso tutto il processo: oltre 1.200 casi di test per ciascun ciclo, per controllare il funzionamento dei processi e tutelare la continuità operativa. Un impegno rilevante per un sistema destinato a supportare circa 450 utenti che, però, ha pagato. Tra i risultati presentati figura, infatti, un miglioramento di circa il 40% nelle prestazioni delle transazioni standard. A questo si aggiunge l’utilizzo di cruscotti su Sap Btp per seguire i Kpi di processo: il monitoraggio diventa così parte del percorso di miglioramento successivo alla migrazione.

Bonfiglioli: un linguaggio comune per la fabbrica

Il caso Bonfiglioli porta l’attenzione sulla produzione. Per un gruppo che realizza riduttori e sistemi di trasmissione destinati a numerose applicazioni industriali, compreso l’eolico, uniformare la gestione degli stabilimenti significa poter leggere le attività con criteri condivisi.

La collaborazione con Sap, iniziata nel 1999, si estende ora a Sap Digital Manufacturing, il sistema Mes erogato in cloud. Il progetto punta a costruire un modello comune per i siti produttivi e per le realtà commerciali che svolgono anche operazioni di assemblaggio. Per quanto possa sembra anacronistico, uno degli effetti più apprezzati è stato quello di ottenere il superamento dei fogli Excel compilati manualmente per calcolare indicatori tesi a misurare l’efficacia complessiva degli impianti. La disponibilità di dati raccolti e gestiti in modo strutturato permette di rendere più omogenee le misurazioni e più tracciabili i controlli di qualità.

Le esigenze dei singoli impianti, però, richiedono anche adattamenti. Qui interviene Sap Btp, utilizzata per personalizzare i controlli mantenendo il principio del clean core: estendere le funzionalità senza appesantire il nucleo standard del sistema con modifiche specifiche. Il percorso descritto parte dallo stabilimento storico di Bologna, con un go-live a marzo, e prosegue verso Forlì e i siti di India e Vietnam. Il valore del rollout risiede nella possibilità di estendere un’impostazione comune preservando le specificità operative delle fabbriche.

Oniverse: il cloud alla prova dei tempi di magazzino

Per Oniverse, già Gruppo Calzedonia, la complessità deriva invece dall’integrazione di attività e filiere differenti. Ai marchi della moda, tra cui Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri, si affiancano Signorvino e la cantieristica di Cantiere del Pardo. Un perimetro che comprende produzione, trasporti, magazzini, negozi ed e-commerce. Il passaggio a Rise with Sap riguarda un’istanza centrale che supporta i processi di 70 società del gruppo. La sfida consiste nel governare questa concentrazione di informazioni garantendo al tempo stesso la continuità delle attività.

L’esempio più concreto arriva dai magazzini automatizzati. Nel picking, il prelievo dei prodotti, anche differenze di pochi decimi di secondo possono incidere sui ritmi di lavoro. Il timore iniziale era che il trasferimento al cloud introducesse rallentamenti percepibili dagli operatori. Per questo sono stati eseguiti test prestazionali prima e dopo il go-live. Secondo quanto riportato dall’Head of IT Antonio Fratta Pasini, le verifiche hanno confermato prestazioni in linea con quelle richieste dai Kpi di magazzino. Un risultato che lega la valutazione dell’infrastruttura a una misura operativa precisa: il tempo necessario per svolgere un’attività ripetuta su grandi volumi.

In ognuno di questi casi, comunque, l’evoluzione verso l’azienda autonoma richiede dati affidabili e supervisione umana perché prima di arrivare ad estendere l’operatività degli agenti, bisogna sviluppare la capacità di governarli nel modo migliore tramite una piattaforma che possa fornire funzioni e servizi necessari.

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