30/07/2013 di Redazione

Apple sconfitta in casa, annullato brevetto. Forse

Il Patent and Trademark Office statunitense ha rifiutato alla casa di Cupertino la paternità del pinch to zoom, il movimento che permette di eseguire lo zoom sugli schermi di iPad e iPhone. E che è, fra l’altro, una delle rivendicazioni di Apple nella ca

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È un piccolo gesto, ma cruciale. Il pinch to zoom, il movimento che permette di ingrandire e rimpicciolire con due dita quanto riprodotto sul display dell’iPad, non potrà (forse) servire a Apple per le sue rivendicazioni nei confronti di Samsung: il Patent and Trademark Office statunitense ha rifiutato di riconoscere alla casa di Cupertino la paternità di questa tecnologia, che era invece stata oggetto di richiesta di brevetto da parte di Apple.


La vicenda ricorda quella in corso qualche mese fa per il cosiddetto overscroll bounce, altro brevetto della Mela – adottato da modelli Motorola e dai Galaxy S di Samsung – che corrisponde a un miglioramento della user experience e della naturalezza dell’interazione touch, poiché crea una sorta di piccolo rimbalzo verso l’alto per segnalare che si è giunti al fondo della schermata visualizzabile. Dapprima invalidato, lo scorso ottobre, in primavera è invece stato riconosciuto come proprietà Apple sia dallo US Patent and Trademark Office e sia da un tribunale tedesco.

Per quanto riguarda la tecnologia di zoomata, nel lungo processo californiano dello scorso anno, quello che ha condannato Samsung al pagamento di una multa da un miliardo di dollari, la sua violazione è stata riconosciuta in 21 dispositivi sui 24 coinvolti nella causa. E dunque il “no” dell’ufficio brevetti statunitense potrebbe, ora, favorire la società sudcoreana nell'iter di rivalutazione del giudizio attualmente in corso.

E infatti la reazione di Samsung, neanche a dirlo, è arrivata puntuale: citando la decisione dell’Uspto, la compagnia ha presentato istanza presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti chiedendo che siano rigettate tutte le rivendicazioni di Apple in merito al pinch to zoom. L’esito della diatriba lo si vedrà entro due mesi, termine entro il quale la Corte Distrettuale dovrà rispondere alla decisione dell’ufficio brevetti e pronunciarsi in merito alla multa miliardaria, ancora da pagare.

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