30/01/2026 di Redazione

Datacube e la sfida della sovranità tecnologica nella cybersecurity

Un nuovo distributore di software e hardware dedicato alla cybersecurity che vuole portare un approccio diverso e sovrano in uno dei settori più complessi del mercato.

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Non si può certo dire che in Italia manchino i distributori di software, ma Data3 (pronunciato datacube) vuole rappresentare qualcosa di diverso da quanto visto finora. L’azienda nasce dalla visione di Lorenzo Zanotto, un professionista con quarant'anni di carriera nella distribuzione (e in alcune multinazionali) che vuol creare una realtà incentrata sulla sicurezza informatica e una missione che appaia chiara già dal nome che riflette un’attenzione esasperata verso il concetto di dato, considerato l’asset più prezioso che ogni imprenditore deve imparare a proteggere, gestire e ripristinare in ogni momento.

L’urgenza di una difesa per le piccole e medie imprese

La fondazione di Datacube trova le sue radici in un’analisi impietosa dello scenario cyber attuale, caratterizzato da attacchi rapidissimi che possono concludersi in meno di tre minuti, mentre le organizzazioni italiane impiegano mediamente 146 ore per accorgersi dell’intrusione. In un mercato dove solo il 2,7% delle piccole e medie imprese è realmente in grado di affrontare un attacco ransomware con qualche probabilità di successo, l'esigenza di un supporto strutturato diventa importante. A questo scenario si aggiunge la pressione normativa della direttiva NIS 2 che coinvolge e coinvolgerà migliaia di aziende della supply chain costringendole a fornire prove della propria postura di sicurezza e creando una sfida enorme per un tessuto imprenditoriale impreparato.

Uno dei motivi principali che ha spinto alla nascita di questa realtà è la volontà di superare l'incapacità storica del sistema Italia di collaborare in modo coordinato, un limite che espone il paese alla dipendenza tecnologica dall'estero. Datacube intende agire come un garante all'interno del canale, promuovendo un modello di aggregazione dove i system integrator possono collaborare senza il timore di vedersi sottrarre i propri clienti. L'intento è quello di difendere la sovranità tecnologica attraverso la promozione di soluzioni italiane ed europee, contrastando un mercato dominato da giganti americani che spesso trascurano le esigenze specifiche della piccola distribuzione locale.

Il funzionamento e il valore dello Smart Innovator Circle

Il cuore operativo dell’azienda è rappresentato dallo Smart Innovator Circle, un ecosistema virtuoso che mette in rete produttori, distributori, rivenditori e comunicatori per condividere idee e soluzioni innovative. Datacube non si limita a vendere prodotti, ma offre competenze tecniche avanzate e servizi specializzati come l’analisi forense e il monitoraggio dei sistemi, supportando quei partner che non dispongono internamente di tutte le certificazioni necessarie. Attraverso un approccio basato sulla formazione e su Academy dedicate, il distributore accompagna il canale nella comprensione delle tecnologie più complesse, dall'intelligenza artificiale alla gestione dei SOC, garantendo una risposta veloce e qualificata alle emergenze dei clienti finali.

La selezione dei partner è un altro pilastro fondamentale del modello di business, con una netta preferenza per vendor italiani ed europei che offrono soluzioni di alta qualità in grado di competere con i brand globali. Tra le collaborazioni già attive figurano realtà come Sineto, Horizon per la sicurezza gestita, Moxoft per l’intelligenza artificiale e Secure Quest per la formazione tramite il gaming, tutte accomunate da una forte impronta innovativa e locale. A queste si affiancano partner europei come la polacca Axence che propone sistemi di gestione degli asset on-premis e la francese SYLink, specializzata in sentinelle di rete non invasive, per offrire un ecosistema completo e integrato che metta al centro la continuità operativa dell'utente.

Il piano di crescita e la digitalizzazione dei processi

Il piano di sviluppo di Datacube per il prossimo futuro è ambizioso e punta a coinvolgere circa 450-500 rivenditori, focalizzandosi in particolare su system integrator con un fatturato compreso tra i 2 e i 10 milioni di euro. Per sostenere questa crescita, l’azienda sta investendo pesantemente nell’automazione attraverso la creazione di un marketplace digitale avanzato che permetterà di snellire i processi di ordinazione e gestione delle licenze, riducendo gli errori umani e aumentando l'efficienza operativa. L'obiettivo finale non è solo aumentare i volumi di vendita, ma trasformare il modo in cui la tecnologia viene distribuita in Italia, valorizzando le risorse umane per compiti più strategici e garantendo una presenza capillare e professionale sul territorio.

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