16/04/2026 di redazione

La fabbrica automatizzata e "pensante": così cambierà l’industria italiana

L’indagine di TIG – The Innovation Group sulla digitalizzazione delle imprese manifatturiere italiane, presentata al prossimo Smart Manufacturing Summit.

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Un evento dedicato alla trasformazione digitale delle imprese manifatturiere italiane, e i numeri per interpretare il cambiamento in corso: TIG – The Innovation Group organizza a Milano il prossimo 29 aprile la nuova edizione dello “Smart Manufacturing Summit”, presentando in questa occasione i dati della nuova ricerca sullo scenario della trasformazione digitale di questo settore (di cui vi proponiamo qualche anticipazione).

Dalla “Smart Manufacturing Survey 2026”, condotta supporto di ContactValue, CSA – Cyber Security Angels e SPS Italia su un campione di 88 aziende industriali italiane, emerge il quadro di un settore che prosegue nella trasformazione digitale, pur essendo alle prese con preoccupazioni contingenti che potrebbero distrarre altrove gli investimenti e le strategie. Eppure una cosa non esclude l’altra, perché attraverso la digitalizzazione (per esempio, e innanzitutto, con l’automazione dei sistemi e dei processi) è possibile raggiungere efficienze e tagliare costi e tempi di produzione, o ancora (usando gli analytics e l’AI predittiva) ottimizzare la pianificazione, senza dimenticare le sempre più critiche necessità di difesa dagli attacchi informatici e specialmente di quelli rivolti verso la tecnologia operativa.

“Il quadro che emerge è caratterizzato da una trasformazione già avviata, ma ancora incompleta: le aziende hanno costruito solide basi tecnologiche, ma faticano a tradurre gli investimenti in un reale vantaggio competitivo e in modelli decisionali evoluti”, si legge nell’executive summary dell’indagine. In base alle interviste, gli investimenti tecnologici sono focalizzati innanzitutto sull’automazione dei processi produttivi (il 70% del campione ha già investito, il 23% prevede di farlo in un biennio), sulle infrastrutture informatiche (anche in ottica di edge computing, IoT e sensori), sulla sicurezza dell’Operational Technology, sullo sviluppo di competenze digitali e sugli analytics

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E l’intelligenza artificiale? L’impressione è che sia destinata a diventare sempre più importante, ma l’attuale stato di adozione è marginale. Quelle italiane diventeranno “fabbriche pensanti”, governate da tecnologie cognitive, ma per completare questa trasformazione servirà qualche anno. Tra le imprese manifatturiere del campione, solo il 30% ha già investito in AI per l’ottimizzazione dei processi, mentre un buon 52% intende farlo nell’arco di due anni. Nella manutenzione predittiva, invece, ha già investito il 33% del campione e il 37% pianifica di farlo entro due anni. Anche Il ruolo dell’AI nei processi decisionali è ancora marginale: il 50% delle aziende la utilizza in modo sperimentale, il 40% come supporto nell’analisi dei dati.

“L’adozione dell’Industrial AI appare diffusa, ma prevalentemente in forma sperimentale”, si legge. “Parallelamente, emerge una forte intenzione di investimento nei prossimi due anni. Le tecnologie più diffuse sono quelle più accessibili e trasversali, come l’AI generativa, il machine learning e i sistemi conversazionali. Al contrario, le applicazioni più strettamente legate ai processi industriali, come l’ottimizzazione automatica dei parametri produttivi, risultano meno diffuse”. 

La survey sarà presentata ufficialmente allo “Smart Manufacturing Summit” in programma il 29 aprile al Palazzo dei Giureconsulti di Milano (i presenti riceveranno una copia della pubblicazione). La partecipazione è gratuita, ma riservata a rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni, di aziende utenti finali e delle aziende Ict partner e sponsor dell’iniziativa. Form di registrazione e agenda sono disponibili sul sito di The Innovation Group.

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