25/06/2014 di Redazione

Chat protette e traduttore simultaneo in WeChat

La nuova versione 5.3 per iOS e Android dell’applicazione è in grado di tradurre i messaggi in venti lingue diverse e in tempo reale. Le conversazioni di gruppo, inoltre, diventano più sicure grazie alla possibilità di impostare una password.

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Utilizzare WeChat come strumento di lavoro da oggi è più facile e più sicuro. La nuova release 5.3 per le piattaforme Android e iOS dell’applicazione di instant messaging (la cui natura soprattutto consumer è comunque indubbia) introduce due funzionalità che vanno in queste direzioni: la traduzione simultanea in venti lingue e la protezione delle chat di gruppo.

Chat di gruppo protette da password in WeChat


Sul primo fronte, sull’onda del crescente “poliglottismo” di Skype (il debutto di Skype Translator è atteso entro la fine di quest’anno), la novità introdotta è una funzione di traduzione automatica, che permette di fare su un’app per smartphone quello che da anni – e sempre meglio – Google Translator fa sul Web. Il funzionamento è elementare e studiato per non impattare sulla user experience con alcuna complicazione o ritardo: quando si riceve un messaggio in una lingua diversa dall’italiano è sufficiente tenere premuto il campo del messaggio stesso e selezionare l’opzione “traduci”.

L’aggiornamento 5.3 permette anche la creazione di chat di gruppo protette da password, il che significa che per poter entrare nella discussione l’utente è tenuto a inserire un codice a quattro cifre, impostato dal creatore della chat. Una funzione certamente utile per le comunicazioni di lavoro e che potrebbe favorirne l’adozione come alternativa “light” o anche estemporanea ad applicazioni di messaggistica dal più chiaro orientamento business.

Proprietà dalla Internet company cinese Tencent, WeChat conta oggi circa 400 milioni di  utenti attivi, di cui 300 milioni nella sola Cina. Un risultato ottenuto crescendo rapidamente dai 50 milioni di iscritti di fine 2011 ai 200 milioni del settembre 2012, ai 300 milioni del mese di gennaio 2013  poi ai 400 attuali.

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