28/07/2026 di redazione

L'industria di Bertolotti si trasforma con gli agenti AI on-premise

Il gruppo industriale fiorentino ha creato su Ibm Watsonx una soluzione di AI per supporto operativo e processi decisionali.

(Immagine: Bertolotti)

(Immagine: Bertolotti)

L’intelligenza artificiale non deve necessariamente vivere in cloud: per esigenze di maggiore controllo, sicurezza o funzionamento offline, l’on-premise è un’alternativa, anche se non per tutti. Ne è esempio il progetto realizzato da Bertolotti Group, realtà industriale nata nel 1972 a Incisa Valdarno (Firenze) e diventata oggi una costellazione di società che si occupano di progettare e costruire impianti complessi di handling per la siderurgia, l'aeronautica, la manutenzione ferroviaria e lo sviluppo di veicoli su rotaia.

Il gruppo ha avviato un progetto di ammodernamento basato su Watson, la tecnologia di intelligenza artificiale di Ibm, e su una scelta di infrastruttura ben chiara: l’on-premise. Bertolotti punta ad adottare l’AI in una cornice di sovranità tecnologica e di governance controllata delle informazioni sensibili, nel rispetto del Gdpr europeo ma anche con particolare attenzione alla tutela del segreto industriale e della proprietà intellettuale.

Gli obiettivi

Con un lavoro a sei mani che coinvolto Bertolotti, Uno Informatica e Ibm in attività di design thinking, prototipazione e messa in produzione, è cominciata la realizzazione di quella che diventerà un'estesa piattaforma di intelligenza artificiale on-premise, chiamata “Gina OnAir”. L’AI sarà utilizzata per dare supporto e assistenza ai processi decisionali strategici e operativi nelle diverse funzioni aziendali, dagli ingegneri software alle risorse umane, passando per l'ufficio acquisti e le vendite.

La piattaforma rappresenta per Bertolotti una “evoluzione strategica nel modo in cui vengono gestiti dati, processi e competenze all’interno dell’organizzazione”, spiega l’azienda. Inoltre Gina OnAir concretizza un “modello industriale replicabile”. L’obiettivo è permettere un cambiamento strutturale nelle modalità di lavoro, che avrà impatti misurabili sui principali KPI aziendali. Si punta a incrementare l’efficienza e la produttività, riducendo le attività manuali e ripetitive, ma anche a valorizzare le competenze specialistiche.

“Questa iniziativa rappresenta uno degli esempi più concreti e virtuosi di adozione dell’intelligenza artificiale enterprise nel segmento delle medie imprese italiane, dimostrando come l’innovazione possa tradursi in un reale vantaggio competitivo e in un’evoluzione industriale guidata dall’AI”, afferma Giovanni Todaro, director, technical sales and client engineering di Ibm Italia.

“Con ‘Gina On-Air’ compiamo un passo concreto verso un modello di impresa data-driven, in cui l’intelligenza artificiale diventa parte integrante dei processi decisionali e operativi”, illustra Luca Barneschi, amministratore delegato di Bertolotti Spa. “La scelta di un’architettura on-premise riflette la nostra visione di sovranità tecnologica: vogliamo mantenere il pieno controllo sui dati e sul nostro know-how, garantendo al tempo stesso sicurezza e conformità. Grazie alla collaborazione con Ibm e Uno Informatica, abbiamo trasformato l’AI in un acceleratore reale di efficienza, competitività e valorizzazione delle competenze, ponendo le basi per un’evoluzione industriale continua e scalabile”.

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La soluzione

Per quanto riguarda le piattaforme software, la soluzione poggia su Ibm watsonx.ai (piattaforma di sviluppo, test e distribuzione di soluzioni AI) e su watsonx Orchestrate (centro di controllo, configurazione e orchestrazione per agenti AI). L’infrastruttura IT  di “Gina On‑Air” si basa, invece, su architetture Hpc (High Performance Computing) dedicate e su un ambiente containerizzato con Red Hat OpenShift Ibm Fusion. Questo assetto permette di eseguire modelli e agenti AI avanzati su risorse locali, senza coinvolgere il cloud. La piattaforma è però scalabile e si integra con gli esistenti sistemi IT di Bertolotti.

“Gina On-Air” rappresenta la dimostrazione concreta di come l’AI enterprise possa essere integrata nei processi industriali in modo sicuro, scalabile e strategico”, commenta Duccio Manganelli, sales manager di Uno Informatica. “Abbiamo sviluppato un’architettura interamente on-premise che garantisce piena sovranità del dato e tutela del know-how, abilitando al contempo un modello evolutivo basato su agenti intelligenti. Un progetto che unisce innovazione tecnologica e visione industriale, con l’obiettivo di aumentare produttività, efficienza e valore del lavoro”.

In questa prima fase è già stato rilasciato un agente AI dedicato per l’area commerciale: può eseguire analisi automatizzate di capitolati complessi (RFI e RFQ), dà supporto decisionale e calcola le remunerazioni (workout fee) per stimare la probabilità di successo nelle gare. Si tratta del primo elemento di quella che sarà una piattaforma di orchestrazione di agenti AI, destinata a estendersi progressivamente a tutti i reparti aziendali, in particolare all’ingegneria software (supporto allo sviluppo e debug del codice), agli acquisti, all’amministrazione e alle risorse umane.

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