23/09/2026 di Redazione

Weagle in Italia: la cybersecurity si sposta nel browser

Data Cube distribuirà Weagle in Italia. La piattaforma protegge browser, SaaS e GenAI con controlli contro phishing, minacce Web e perdita di dati nei prompt AI.

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Il browser è sempre stato un elemento critico della sicurezza, ma adesso le cose stanno diventando complicate: molte applicazioni SaaS, motori di ricerca e strumenti di intelligenza artificiale vengono usati passando per questa interfaccia che diventa un punto di convergenza per credenziali, documenti e informazioni riservate. Weagle ha sviluppato una piattaforma che mira a migliorare la sicurezza del browser e da adesso è disponibile in Italia tramite un accordo di distribuzione siglato con Datacube. La soluzione interviene direttamente sulle attività effettuate attraverso browser e applicazioni AI, cercando di intercettare minacce e comportamenti rischiosi prima che i dati raggiungano servizi esterni.

Il browser diventa un punto di controllo

Il ruolo del browser è oggi così centraleche per alcuni utenti è diventato l'ambiente dal quale viene svolta una parte consistente del lavoro quotidiano e i cybercriminali non si sono fatti pregare nel riconoscerne l’importanza come bersaglio. Weagle è progettata per individuare gli attacchi che vivono all’interno di questo software ormai indispensabile: JavaScript malevoli, phishing, malvertising, estensioni dannose e attacchi Browser-in-the-Browser, nei quali viene simulata all'interno della pagina una finestra apparentemente legittima per sottrarre credenziali.

L'arrivo degli strumenti di GenAI, inoltre, aggiunge un'altra variabile. Un dipendente può copiare un testo, caricare un documento o inserire informazioni aziendali in un prompt senza che l'operazione assuma le caratteristiche di un attacco informatico tradizionale. Il rischio nasce in questo caso dall'utilizzo legittimo di un servizio, ma può comunque produrre una perdita di dati. Weagle affronta il problema attraverso funzionalità di GenAI Data Loss Prevention analizzando Prompt, contenuti copiati e documenti caricati prima dell'invio verso il servizio AI.

Il controllo può individuare credenziali, informazioni personali, dati finanziari e altre categorie di informazioni definite dalle policy aziendali, applicando regole differenti a livello di azienda, gruppo o singolo utente. Il principio estende quindi la logica della DLP (Data Loss Prevention) a un canale che è ormai nei normali processi di lavoro quotidiano, ma non sempre è protetto come serve. L'obiettivo non è quello di impedire l'utilizzo della GenAI, ma stabilire quali informazioni possano essere condivise e intercettare quelle che non dovrebbero uscire dal perimetro aziendale. Alle funzioni di prevenzione si aggiunge la raccolta di telemetria sulle attività svolte nel browser. Gli eventi possono essere trasferiti ai sistemi SIEM e inseriti nei processi delle security operation già presenti in azienda.

Dal controllo della rete al controllo dell'interazione

La proposta di Weagle riflette una situazione molto diffusa nelle architetture di sicurezza moderne, con applicazioni e dati distribuiti tra numerosi servizi cloud e quindi difficili da controllare in quanto il traffico non attraversa in modo riconoscibile punti centrali sui quali l'azienda può esercitare un controllo completo. Il browser diventa quindi un possibile punto di applicazione di queste analisi perché si trova direttamente tra l'utente e le applicazioni utilizzate. La questione acquista ulteriore importanza con l'AI generativa perché Weagle include tra gli scenari affrontati anche la fuda di dati e l’AI poisoning, estendendo il monitoraggio alle interazioni con gli strumenti AI.

«Con la diffusione della GenAI, all'interno del browser transitano ogni giorno quantità sempre maggiori di informazioni e dati sensibili», osserva Lorenzo Zanotto, CEO di Data Cube, secondo cui le imprese hanno bisogno di estendere i controlli ad attività che possono rimanere fuori dalla visibilità degli strumenti tradizionali.

Data Cube amplia l'offerta per il canale

L'accordo ha anche una componente commerciale. Data Cube inserirà Weagle nel proprio portafoglio rendendola disponibile al network di partner e operatori specializzati in cybersecurity. Per Lorenzo Cerrone, CEO e founder di Weagle, la collaborazione permette alla società di rafforzare la presenza sul mercato italiano sfruttando l'ecosistema di canale del distributore, mentre per reseller e system integrator si apre un nuovo ambito di intervento: portare le policy di sicurezza fino alle attività svolte dagli utenti dentro browser e strumenti GenAI. Un'area destinata a crescere parallelamente alla diffusione dell'intelligenza artificiale nei processi aziendali e alla progressiva concentrazione delle applicazioni di lavoro nel browser.

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