Se dobbiamo credere ai vendor, e i segnali ci sono tutti, gli agenti di intelligenza artificiale sono destinati a moltiplicarsi nelle aziende ed è anche molto probabile che la frammentazione tecnologica aumenterà. Per sviluppare o configurare gli agenti AI non si utilizzerà un’unica piattaforma e per la loro esecuzione si sceglieranno risorse di vario tipo, anche in cloud. Ma Salesforce promette di aiutare a contenere e controllare questa frammentazione con le ultime novità di MuleSoft Agent Fabric, gli Agent Scanner.
Annunciata lo scorso settembre, MuleSoft Agent Fabric è una soluzione che permette di scoprire, orchestrare, governare e osservare qualsiasi tipo di agente AI, a prescindere dalle tecnologie alla base o dalle risorse su cui viene eseguito. Con gli Agent Scanner ora Salesforce introduce la capacità di individuare e catalogare automaticamente gli agenti AI presenti sulla piattaforma Agentforce, ma anche su piattaforme terze come Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI, Microsoft Copilot Studio o altre. Inoltre è possibile estendere la registrazione agli agenti personalizzati e a quelli in esecuzione su server basati su Model Context Protocol (MCP): è sufficiente inserire un URL nel registry per renderli individuabili e riutilizzabili a livello aziendale, nel rispetto delle policy di sicurezza.
In tutta questa casistica, la promessa di Salesforce è quella di aiutare le aziende a creare reti di agenti AI cose, governate e pienamente controllabili. Non per forza, quindi, bisogna utilizzare un’unica tecnologia o affidarsi a un unico vendor, però nemmeno ci si deve arrendere alla shadow AI, fenomeno in crescita e fonte di nuovi rischi per le aziende. Potenziata dagli Agent Scanner, MuleSoft Agent Fabric si propone dunque come una piattaforma “aperta, interoperabile e affidabile”.
L'orario e la frequenza delle scansioni possono essere impostati a piacimento. Quando un nuovo agente AI viene attivato su una piattaforma, Agent Scanner lo rende automaticamente visibile in MuleSoft Agent Visualizer, l’interfaccia che restituisce una panoramica completa su tutte le tecnologie di Agentic AI utilizzate. Con lo scanner è possibile verificare quali modelli linguistici alimentano l’agente AI e a quali database il sistema è autorizzato ad accedere.
(Immagine: Salesforce)
I principali vantaggi di tutto ciò sono il potenziamento di governance e controllo, la possibilità di collegare soluzioni create da diversi team (per esempio data science, logistica, contabilità, supporto clienti e via dicendo) e l’ottimizzazione degli investimenti in intelligenza artificiale, perché MuleSoft Agent Visualizer aiuta anche a individuare eventuali duplicazioni e strumenti che possono essere consolidati.
Un esempio pratico chiarisce il funzionamento degli Agent Scanner. Pensiamo, suggerisce Salesforce, a un AI engineer incaricato di individuare e verificare quali siano gli agenti AI usati in azienda, distribuiti in diversi ambienti cloud e sviluppati magari da diversi team. Con gli Agent Scanner il processo diventa automatico, e per esempio è possibile individuare un agente di previsione dell’inventario su Google Cloud Vertex AI e registrarlo insieme a un agente di assistenza clienti sviluppato su Salesforce Agentforce, all’interno di un unico framework di governance e gestione.
“Nel prossimo decennio le aziende di maggior successo saranno quelle in grado di valorizzare pienamente la complessità e la ricchezza di un ecosistema AI multicloud”, ha commentato
Andrew Comstock, senior vice president e general manager MuleSoft di Salesforce.
“Le funzionalità evolute di MuleSoft Agent Fabric danno alle aziende la libertà di innovare su qualsiasi piattaforma, garantendo al tempo stesso la visibilità e il controllo unificati indispensabili per crescere in modo scalabile”.
Gli Agent Scanner per i principali ambienti cloud, inclusi Salesforce Agentforce, Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Copilot Studio sono già disponibili, insieme a un elenco selezionato di server Mcp di terze parti (disponibile all’interno del MuleSoft Agent Registry). Altri server Mcp non inclusi nell’elenco possono essere aggiunti al MuleSoft Agent Registry tramite URL. Prossimamente sarà lanciata una funzionalità che permetterà di aggiungere agenti personalizzati tramite URL.