Ufficializzato lo spin-off da eBay, che la comprò 13 anni fa, la società di pagamenti elettronici debutta al Nasdaq con una valutazione da 50 miliardi di dollari. Nuovi scenari e possibili acquisizioni si aprono ora per le due aziende, ormai divorziate.
Un colosso perde un suo pezzo, ma il risultato derivante sono comunque due giganti del Web che rispondono ai nomi di eBay e PayPal. Quest’ultima è ufficialmente da venerdì una società a sé stante (e da lunedì quotata al Nasdaq), il cui valore si avvicina ai 50 miliardi di dollari e supera abbondantemente i 34 miliardi di eBay. Quasi un ribaltamento rispetto alla situazione di 13 anni fa, quando l’operatore di e-commerce l’aveva acquisita per 1,5 miliardi di dollari.
Lo spilt è stato da tutti definito come un divorzio, perché arrivato in seguito a pressioni da parte degli investitori e in particolare da Carl Icahn, scontento del disequilibrio che si era venuto a creare: considerando il diverso valore delle due società, non appariva più equa la regola vigente, che assegnava agli stockholder di eBay per ciascuna azione posseduta anche un’azione di PayPal. A metà della prima giornata di debutto al Nasdaq, i titoli della società di pagamenti digitali (identitficata come Pypl) sono stati venduti a 40,54 dollari, quelli di eBay a 28,33 dollari.
Lo scorso anno PayPal ha raggiunto un fatturato di 8,03 miliardi di dollari, con una crescita del 19% sul 2013, e ha processato un volume di pagamenti di 235 miliardi di dollari (+26%). Il numero di utenti attivi a giugno di quest’anno si aggirava intorno a 169 milioni di persone, distribuite su 203 Paesi del mondo. Oggi l’azienda gestisce un volume di transazioni pari a ottomila dollari ogni secondo.
Che cosa cambia, per chi sfrutta il digital payment e l’e-commerce, e per lo scenario di mercato? La nuova libertà d’azione conquistata dalle due aziende potrebbe favorire nuove acquisizioni e alleanze, e dunque la comparsa di ulteriori metodi di pagamento sui negozi online di eBay. L’ipotesi nell’aria, ma decisamente vaga, è che il colosso cinese Alibaba sia interessato a mettere le mani sulla società concorrente, ora più piccola e snella. PayPal, dal canto suo, potrà continuare nel percorso di allargamento intrapreso con il recente di acquisto di Xoom, anche per contrastare l'avanzata di Apple Pay e Samsung Pay.