07/07/2026 di Giancarlo Calzetta

La termografia previene gli incendi, non li spegne

La termografia consente di individuare anomalie termiche prima dell'innesco degli incendi, migliorando resilienza, manutenzione predittiva e continuità operativa delle imprese.

Termocamera.png

Chi non lavora nel settore del rischio non ci pensa, ma l'estate rappresenta una sfida sempre più complessa per la sicurezza delle imprese: temperature elevate, impianti produttivi sotto stress e grandi aree di stoccaggio aumentano sensibilmente il rischio di incendi, con conseguenze che vanno ben oltre il danno materiale. Un incendio significa fermo della produzione, perdita di commesse, danni reputazionali e costi di ripristino che possono compromettere la continuità operativa.

Ma la tecnologia sta correndo anche nel settore della prevenzione degli incendi e, come fa notare Axitea, la termografia sta assumendo un ruolo sempre più strategico, consentendo alle organizzazioni di individuare anomalie termiche prima ancora che si sviluppino fumo o fiamme. Un approccio che sposta la sicurezza da una logica puramente reattiva a un modello di prevenzione predittiva, perfettamente in linea con la trasformazione digitale degli impianti industriali.

Un rischio in crescita per il sistema produttivo

I numeri confermano come il fenomeno sia tutt'altro che marginale. Secondo Legambiente e il sistema europeo EFFIS, tra gennaio e ottobre 2025 sono andati distrutti oltre 94.000 ettari di territorio italiano, quasi il doppio rispetto all'intero anno precedente. Parallelamente aumentano anche i fattori di rischio all'interno delle aziende. Capannoni con coperture metalliche che raggiungono temperature superiori ai 70 °C, depositi di materiali combustibili, impianti di trattamento rifiuti, aree di stoccaggio all'aperto e macchinari soggetti a surriscaldamento rappresentano situazioni nelle quali pochi minuti possono determinare il passaggio da una semplice anomalia a un incendio di vaste proporzioni.

I sistemi tradizionali di rilevazione incendi restano fondamentali e, in molti casi, obbligatori secondo le normative UNI 9795 e UNI 11224. Tuttavia, intervengono quando il processo di combustione è già iniziato. La termografia cambia completamente prospettiva. Le telecamere termiche analizzano costantemente la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti, costruendo una mappa delle temperature e identificando automaticamente qualsiasi variazione anomala rispetto ai valori attesi. Il vantaggio è che anziché reagire agli effetti dell'incendio, il sistema individua il surriscaldamento che potrebbe provocarlo, offrendo agli operatori un margine di intervento molto più ampio.

Una tecnologia che protegge gli asset critici

L'efficacia della termografia emerge soprattutto negli ambienti più complessi da monitorare. Negli impianti di gestione dei rifiuti, ad esempio, fenomeni di autocombustione possono svilupparsi all'interno di cumuli di materiali organici o plastici, mentre polveri e odori rendono meno efficaci i sistemi tradizionali basati sulla rilevazione del fumo. Anche depositi esterni, magazzini logistici e aree di stoccaggio rappresentano contesti particolarmente esposti durante i mesi estivi, quando pallet, carta, plastica e container accumulano calore per molte ore.

La tecnologia trova inoltre applicazione nei capannoni industriali, dove il calore prodotto dai processi produttivi può sommarsi alle elevate temperature ambientali, aumentando il rischio di innesco. Un ulteriore ambito di utilizzo riguarda gli impianti fotovoltaici, nei quali la comparsa di hot spot può anticipare guasti, riduzioni di rendimento o situazioni potenzialmente pericolose. In questi casi la termografia diventa contemporaneamente uno strumento di sicurezza e di manutenzione predittiva. Sempre più diffuso è infine il monitoraggio delle aree perimetrali e boschive, particolarmente importante per aziende manifatturiere, utility e infrastrutture critiche situate in prossimità di zone naturali soggette a incendi.

La sicurezza diventa un sistema multilivello

La diffusione della termografia non implica la sostituzione dei sistemi antincendio tradizionali. Al contrario, l'approccio più efficace consiste nell'integrare differenti livelli di protezione, ciascuno con una funzione specifica. Le telecamere termiche rappresentano il primo livello di difesa, individuando anomalie di temperatura prima dell'innesco. Successivamente intervengono i sistemi certificati di rilevazione fumo e fiamma, mentre il terzo elemento è costituito da un Security Operation Center attivo 24 ore su 24, capace di verificare gli allarmi, ridurre i falsi positivi e coordinare rapidamente gli interventi. Si tratta di un modello che ricorda molto da vicino la filosofia della moderna cybersecurity, nella quale la resilienza nasce dalla sovrapposizione di diversi livelli di protezione anziché dall'affidamento a un'unica tecnologia.

Forse non a caso, gli effetti di un incendio ricordano proprio quelli di un attacco informatico. Secondo ANIA, tra il 40% e il 50% delle aziende colpite da un incendio grave non riesce a riprendere completamente l'attività entro due o tre anni. A questo si aggiungono costi indiretti spesso superiori ai danni materiali, come il fermo degli impianti, le penali contrattuali, la perdita di clienti e l'interruzione della supply chain. Anche gli aspetti ambientali hanno un peso crescente. Secondo Pool Ambiente, la sola bonifica delle acque utilizzate per lo spegnimento di incendi industriali di medie dimensioni può superare i 5 milioni di euro, rendendo evidente come la prevenzione rappresenti anche uno strumento di controllo dei costi.

La prevenzione entra nella governance del rischio

L'evoluzione delle tecnologie di monitoraggio sta modificando il modo in cui le aziende affrontano il rischio operativo. La disponibilità di dati storici, soglie configurabili, log degli allarmi e monitoraggio continuo permette di trasformare il rischio incendio da evento imprevedibile a variabile misurabile e governabile. Questo consente ai responsabili Operations, ai CIO e ai board aziendali di integrare la prevenzione all'interno delle strategie di resilienza, dialogando con assicuratori, auditor e stakeholder attraverso informazioni oggettive e verificabili. La termografia, quindi, si candida così a diventare una tecnologia importante della moderna gestione del rischio industriale, estendendo alla sicurezza fisica gli stessi principi di monitoraggio predittivo che stanno già trasformando l'IT e la manutenzione degli impianti.

ARTICOLI CORRELATI