06/07/2026 di Emilio Mango

Abacus Group: un esordio fondato su una solida esperienza

Nata da un progetto avviato nel 2022, la società di servizi Ict si presenta sul mercato europeo. A guidarla ci sono Michele Lamartina e Marco Comastri.

Quattordici sedi, tra cui Madrid e Lugano, e 450 dipendenti. I primi numeri di Abacus Group raccontano una storia che nasce da un progetto ben ponderato e strategicamente costruito in un mercato, quello dell’Ict europeo, che da tempo è oggetto di un salutare consolidamento: concepito nel 2022, il gruppo è cresciuto per acquisizioni e ha iniziato a comunicare ufficialmente le proprie attività a maggio.

Lo guidano due manager esperti, con una lunga carriera nel mercato di riferimento: Michele Lamartina, che opera in qualità di Ceo, e Marco Comastri, che ricopre la carica di Presidente. Il primo ha quasi trent'anni di esperienza nella guida di organizzazioni complesse nel mercato Ict, come Paolo Alto Networks, Salesforce, Broadcom e Vmware, mentre il secondo è stato una figura apicale, tra le altre cose, in Ibm, Microsoft e CA Technologies.

“Vogliamo aiutare le imprese, e le Pmi costituiscono per noi il mercato principale, a essere più longeve e ad avere risultati misurabili”, ha dichiarato Lamartina. “Uniamo capacità consulenziali a potenza di esecuzione e ci muoviamo su alcune direttrici principali: le gestione delle infrastrutture digitali critiche, i servizi IT gestiti, la trasformazione digitale basata su dati e intelligenza artificiale e, infine, le soluzioni per Workforce & Talent. I servizi gestiti e quelli legati alle infrastrutture sono concentrati soprattutto nelle aree geografiche del Centro e Sud Italia (anche per aiutare a colmare un gap riconosciuto) mentre le attività di digital e AI transformation sono erogate soprattutto verso i clienti del Nord Italia”.

Il giro d’affari attuale viene realizzato per tre quarti con le piccole e medie imprese (soprattutto con progetti end-to-end), e per il 25% con clienti del segmento enterprise (per progetti più puntuali). I settori più indirizzati sono il manifatturiero, il bancario e assicurativo (per il segmento enterprise, ovviamente), la Pubblica Amministrazione locale e il settore dell’energia e delle utility.

Abacus Group è il frutto dell’acquisizione di 15 società diverse e si presenta sul mercato con l’obiettivo dichiarato dal management di crescere del 10% annuo, superando i 200 milioni di fatturato entro il 2029. Il gruppo intende incorporare altrettante realtà nel corso dei prossimi dodici mesi.

Michele Lamartina, Ceo di Abacus Group

Michele Lamartina, Ceo di Abacus Group

Il modello di go-to-market

L’offerta viene modulata in funzione della dimensione e delle esigenze dei clienti. Alle piccole e medie imprese, il Gruppo si propone come partner capace di ridurre la frammentazione dei fornitori e di garantire un unico presidio sulla trasformazione tecnologica. Per le grandi aziende opera con un approccio verticale e con competenze specialistiche su ambiti ad alto valore aggiunto: AI, data analytics, integrazione applicativa e modernizzazione dei sistemi legacy, consulenza e integrazione di soluzioni verticali. Per le realtà small, prosumer e Soho, l’offerta comprende soluzioni e servizi di connettività attraverso brand telco dedicati.

La strategia go-to-market di Abacus Group combina presidio diretto sui clienti strategici, competenze tecniche di prevendita, insieme a un ecosistema di reseller locali, channel partner e system integrator. Lo scopo è sviluppare soluzioni coerenti con le esigenze dimensionali e settoriali dei clienti, mantenendo il coordinamento tra componente commerciale, competenze tecniche e capacità di delivery.

“Il nostro obiettivo è costruire un gruppo Ict italiano solido, scalabile e vicino ai clienti, capace di accompagnare le imprese in progetti tecnologici sempre più complessi”, ha concluso Lamartina. “Vogliamo continuare a integrare competenze complementari e trasformarle in soluzioni concrete, misurabili e sostenibili nel tempo. Per i clienti questo significa poter contare su un partner in grado di ridurre la complessità, garantire continuità operativa e rendere più rapido il passaggio dagli investimenti tecnologici ai risultati di business”.

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