Quattordici sedi, tra cui Madrid e Lugano, e 450 dipendenti. I primi numeri di Abacus Group raccontano una storia che nasce da un progetto ben ponderato e strategicamente costruito in un mercato, quello dell’Ict europeo, che da tempo è oggetto di un salutare consolidamento: concepito nel 2022, il gruppo è cresciuto per acquisizioni e ha iniziato a comunicare ufficialmente le proprie attività a maggio.
Lo guidano due manager esperti, con una lunga carriera nel mercato di riferimento: Michele Lamartina, che opera in qualità di Ceo, e Marco Comastri, che ricopre la carica di Presidente. Il primo ha quasi trent'anni di esperienza nella guida di organizzazioni complesse nel mercato Ict, come Paolo Alto Networks, Salesforce, Broadcom e Vmware, mentre il secondo è stato una figura apicale, tra le altre cose, in Ibm, Microsoft e CA Technologies.
“Vogliamo aiutare le imprese, e le Pmi costituiscono per noi il mercato principale, a essere più longeve e ad avere risultati misurabili”, ha dichiarato Lamartina. “Uniamo capacità consulenziali a potenza di esecuzione e ci muoviamo su alcune direttrici principali: le gestione delle infrastrutture digitali critiche, i servizi IT gestiti, la trasformazione digitale basata su dati e intelligenza artificiale e, infine, le soluzioni per Workforce & Talent. I servizi gestiti e quelli legati alle infrastrutture sono concentrati soprattutto nelle aree geografiche del Centro e Sud Italia (anche per aiutare a colmare un gap riconosciuto) mentre le attività di digital e AI transformation sono erogate soprattutto verso i clienti del Nord Italia”.
Il giro d’affari attuale viene realizzato per tre quarti con le piccole e medie imprese (soprattutto con progetti end-to-end), e per il 25% con clienti del segmento enterprise (per progetti più puntuali). I settori più indirizzati sono il manifatturiero, il bancario e assicurativo (per il segmento enterprise, ovviamente), la Pubblica Amministrazione locale e il settore dell’energia e delle utility.
Abacus Group è il frutto dell’acquisizione di 15 società diverse e si presenta sul mercato con l’obiettivo dichiarato dal management di crescere del 10% annuo, superando i 200 milioni di fatturato entro il 2029. Il gruppo intende incorporare altrettante realtà nel corso dei prossimi dodici mesi.
Michele Lamartina, Ceo di Abacus Group
Il modello di go-to-market
L’offerta viene modulata in funzione della dimensione e delle esigenze dei clienti. Alle piccole e medie imprese, il Gruppo si propone come partner capace di ridurre la frammentazione dei fornitori e di garantire un unico presidio sulla trasformazione tecnologica. Per le grandi aziende opera con un approccio verticale e con competenze specialistiche su ambiti ad alto valore aggiunto: AI, data analytics, integrazione applicativa e modernizzazione dei sistemi legacy, consulenza e integrazione di soluzioni verticali. Per le realtà small, prosumer e Soho, l’offerta comprende soluzioni e servizi di connettività attraverso brand telco dedicati.
La strategia go-to-market di Abacus Group combina presidio diretto sui clienti strategici, competenze tecniche di prevendita, insieme a un ecosistema di reseller locali, channel partner e system integrator. Lo scopo è sviluppare soluzioni coerenti con le esigenze dimensionali e settoriali dei clienti, mantenendo il coordinamento tra componente commerciale, competenze tecniche e capacità di delivery.
“Il nostro obiettivo è costruire un gruppo Ict italiano solido, scalabile e vicino ai clienti, capace di accompagnare le imprese in progetti tecnologici sempre più complessi”, ha concluso Lamartina. “Vogliamo continuare a integrare competenze complementari e trasformarle in soluzioni concrete, misurabili e sostenibili nel tempo. Per i clienti questo significa poter contare su un partner in grado di ridurre la complessità, garantire continuità operativa e rendere più rapido il passaggio dagli investimenti tecnologici ai risultati di business”.