22/05/2026 di redazione

Ricavi di Lenovo mai così in alto, l’intelligenza artificiale attraversa l’offerta

I ricavi annuali del gruppo superano quota 83 miliardi, crescendo del 20%. Un terzo del giro d’affari è legato all’AI, tra server, Pc, smartphone e servizi.

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Anche per Lenovo, come per moltissimi vendor di infrastruttura IT, l’intelligenza artificiale è oggi il principale motore di crescita. Un motore che spinge per la prima volta i ricavi annuali oltre la soglia degli 80 miliardi di dollari, e ben oltre: 83,07 miliardi, che segnano un incremento del 20% rispetto al precedente anno fiscale. L’ultimo trimestre, chiuso a fine marzo, ha raccolto 21,58 miliardi di dollari, dato in crescita del 27% anno su anno.

La migliore performance è però quella degli utili (tenendo conto che per un’azienda largamente basata sulla vendita di hardware le marginalità non sono altissime), cresciuti su base annua del 42% se si considera l’utile netto rettificato, oltre 2 miliardi di dollari nell’intero esercizio fiscale e 559 milioni nel quarto trimestre.

La spinta arriva soprattutto dai prodotti e servizi legati all’intelligenza artificiale, una tecnologia che per Lenovo (secondo la strategia denominata “AI ibrida”) è trasversale a tutta l’offerta: server basati su Gpu, servizi di gestione dell’AI, personal computer di categoria AI Pc, smartphone Motorola. Per questa componente di offerta nell’ultimo trimestre i ricavi hanno segnato una crescita del’84% anno su anno.

L’azienda cinese è ancora il primo marchio di Pc al mondo, con un market share a volume che nel quarto trimestre ha raggiunto il 24,4% e che nell’intero anno, secondo Gartner, ha raggiunto il 27,3%, posizionando Lenovo davanti ad Hp, Dell, Apple e Asus. Nel quintetto dei primi cinque marchi, Lenovo è l’unico ad aver inanellato dieci trimestri consecutivi di crescita (anno su anno) per i propri Pc.

La divisione Infrastructure Solutions Group nel quarto trimestre ha segnato anch’essa un record con i suoi 5,6 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 37% anno su anno, e con un utile operativo di 202 milioni. Nell’ultimo trimestre, fra l’altro, sono partite le prime spedizioni dei sistemi rack GB300 NVL72, basati sulla piattaforma di Nvidia ottimizzata per l’intelligenza artificiale. Lenovo ha fatto sapere di aver raggiunto una capacità produttiva annua superiore a 70mila rack, tra sistemi AI, server tradizionali e sistemi di storage. In quest’ultima area, l’azienda si è rafforzata con la recente acquisizione di Infinidat.

Per quanto riguarda la servizi, i ricavi hanno superato per la prima volta la soglia dei 10 miliardi di dollari, evidenziando una crescita del 19% anno su anno. ​Ciliegina sulla torta, la spesa in ricerca & sviluppo continua a crescere (+16% nel quarto trimestre, anno su anno).

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L’obiettivo, ora, è raggiungere il traguardo dei 100 miliardi di dollari di ricavi nel giro di un paio di anni. “Lenovo ha concluso il suo miglior anno di sempre con un quarto trimestre eccezionale, nel quale abbiamo mantenuto le nostre promesse”, ha dichiarato il Ceo, Yuanqing Yang. “Abbiamo riportato l’Infrastructure Solutions Group su una traiettoria di crescita sostenibile e redditizia e abbiamo raggiunto una crescita accelerata cogliendo l’opportunità del mercato in forte espansione delle infrastrutture AI. Attraverso una solida esecuzione della nostra strategia Hybrid AI, siamo in una posizione unica per guidare la nuova ondata di inferenza e democratizzazione dell’AI. Con uno slancio forte in tutte le nostre attività, siamo fiduciosi nella nostra ambizione di diventare una società da 100 miliardi di dollari nei prossimi due anni, continuando al contempo a generare rendimenti solidi per i nostri azionisti”.

“Anche in Italia vediamo con chiarezza come l’Intelligenza Artificiale stia diventando un driver concreto di competitività e trasformazione per imprese e persone, con una crescita della domanda che attraversa sia il mondo enterprise sia quello dei dispositivi personali”,  ha commentato l'amministratore delegato, Enza Truzzolillo. “Accanto all’evoluzione delle infrastrutture e dei servizi, stiamo vedendo un’accelerazione anche nell’adozione di una nuova generazione di dispositivi che portano l’intelligenza artificiale sempre più vicino all’utente, rendendola parte dei flussi di lavoro quotidiani. In Italia il mercato resta eterogeneo ma in chiara evoluzione, con opportunità concrete nei settori chiave del Paese – manifattura, servizi, ricerca e pubblica amministrazione. Per trasformare questo potenziale in crescita reale serve ‘fare sistema’, rafforzando la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca, e aiutando le aziende a passare dalla sperimentazione all’adozione su scala".

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