Dalle parole, contro il Pentagono e contro Donald Trump, Amazon è passata ai fatti: la società di Jeff Bezos, primo operatore di cloud computing al mondo, non accetta di essere stata scavalcata da Microsoft come fornitore scelto per Project Jedi, il progetto di rinnovamento dell’infrastruttura IT del Dipartimento della Difesa. Un contratto che vale 10 miliardi di dollari, e che Amazon Web Services si è visto soffiare da sotto il naso perché - a detta dell’azienda - il processo di valutazione in fase di gara “conteneva chiare mancanze, errori e un innegabile pregiudizio”. Così ha riferito un portavoce di Amazon a Cbs News, spiegando perché la società abbia deciso di fare causa al governo.

 

La mossa segue di una decina di giorni la richiesta fatta alla U.S. Court of Federal Claims, affinché la corte federale indagasse sul fatto. Per il progetto Jedi (Joint Enterprise Defense Infrastructure) erano state considerate le offerte di Amazon, Microsoft, Oracle e Ibm, arrivando a selezionare le prime due nell’iniziale scrematura.  

 

Il testo della causa è secretato, dal momento che (come si legge in un documento separato) contiene informazioni sensibili e riservate, segreti di natura commerciale e dati finanziari confidenziali che, se diffusi, causerebbero ad Amazon un grave danno competitivo. Dobbiamo quindi attenerci alle dichiarazioni scritte del portavoce, secondo le quali Aws sarebbe “esperta e qualificata in modo unico per fornire le tecnologie critiche necessarie all’esercito Usa”.

 

All’argomentazione sulla qualità dell’offerta si affianca quella su presunto pregiudizio, che allude alla ben nota avversione di Donald Trump per il Washington Post e per il suo editore, Jeff Bezos. “Per il nostro Paese”, recita la nota dell’ufficio stampa, “è cruciale che il governo e i suoi leader designati amministrino gli approvvigionamenti in modo obiettivo e libero dalle influenze politiche. Numerosi aspetti del processo di valutazione di Jedi contengono chiare mancanze, errori e un innegabile pregiudizio, ed è importante che tali questioni vengano esaminate e rettificate”. A sostegno della causa, Amazon ha anche depositato tre filmati, risalenti uno al 2016 e gli altri due al 2019, contenenti dichiarazioni pubbliche del presidente Trump.

 

 

 

 

I dati di Gartner sul valore del cloud pubblico infrastrutturale (IaaS) evidenziano la netta posizione dominante di Amazon ma anche i progressi dei principali vendor concorrenti. Tra 2017 e 2018 ha visto crescere i ricavi dell’Infrastructure-as-a-Service di Aws sono cresciuti (da 12,2 a 15,5 miliardi di dollari), a fronte però di un piccolo calo del market share dal 49,4% al 47,8%. Parallelamente guadagnano un po’ di terreno i concorrenti Microsoft (secondo operatore con Azure, 5 miliardi di dollari di ricavi da IaaS nel 2018), Alibaba e Google.