Non si sblocca la situazione di Amazon in Francia. I suoi sei magazzini rimarranno chiusi almeno fino al prossimo 5 maggio in attesa che la società riesca a trovare una soluzione al problema di come garantire la sicurezza dei lavoratori. La decisione è giunta dopo che Amazon ha perso il ricorso che aveva inoltrato alla Corte di Appello contro l’ordine del tribunale di Nanterre, arrivato a metà aprile, di limitare le consegne ai prodotti di prima necessità e che l’aveva portata a sospendere le sue attività logistiche. Tutto era nato dopo una denuncia presentata da Union Syndicale Solidaires, un gruppo francese di sindacati. Se Amazon non avesse rispettato quel pronunciamento, avrebbe dovuto pagare una multa pari a un milione di euro per ogni giorno di operatività.

La Corte di Appello si è pronunciata allargando le tipologie di prodotto che la società può nel frattempo consegnare inserendo tra i beni consentiti i prodotti di elettronica e informatica e quelli per la cura degli animali domestici, abbassando al contempo la sanzione giornaliera a centomila euro per ogni oggetto non autorizzato spedito. Amazon non ha ritenuto sufficienti queste concessioni e ha deciso di allungare la chiusura dei magazzini di altre due settimane, in attesa che si riesca a mettere a punto una procedura soddisfacente per tutte le parti in causa.

Come conseguenza, i circa diecimila lavoratori continueranno a rimanere a casa, sostenuti con gli strumenti che il Governo francese mette a disposizione nei casi di crisi. Amazon ha calcolato che operando in base al pronunciamento della Corte di Appello rischierebbe di perdere fino a un miliardo di euro a settimana se anche solo lo 0,1 per cento delle sue spedizioni dovesse per errore comprendere beni non autorizzati.

I nostri centri di distribuzione in Francia e in tutto il mondo sono sicuri”, ha dichiarato la società con un post su Facebook. “La decisione emessa oggi dalla Corte d'Appello di Versailles ci rafforza nell'idea che la posta in gioco principale non sia tanto la sicurezza, quanto la volontà di alcune organizzazioni sindacali di trarre vantaggio da un complesso processo di confronto con le parti sociali ed economiche”. Infine, la società ha aggiunto di non ritenere “che questa decisione faccia il migliore interesse dei francesi, dei nostri collaboratori e delle migliaia di aziende francesi che contano su Amazon per sviluppare le loro attività”.

Anche se i magazzini d’oltralpe sono stati chiusi, il colosso della distribuzione raccoglie ed evade gli ordini provenienti dalla Francia tramite venditori terze parti e magazzini di altri paesi, ma i consumatori hanno però una scelta più limitata e devono affrontare tempi di consegna più lunghi.