Si chiama Progetto DANI la nuova iniziativa che è acronimo di Data Analytics & Network Innovation lanciata da Arrow Electronics, mirata al miglioramento delle attività quotidiane delle persone che si muovono con sedia a rotelle o che hanno comunque difficoltà motorie. Una iniziativa che è stata presentata a Parigi in occasione del summit internazionale ChangeNOW, dedicato alle soluzioni per proteggere la Terra e a rendere più sostenibile la qualità della vita di ognuno delle persone. 

DANI è un progetto di edge computing che punta all’elaborazione e conservazione dei dati direttamente dove essi vengono generati, e si avvale della collaborazione di giovani nativi digitali che partecipano al Graduate Programme di Arrow. Tra questi, Dani Caverzaschi, da cui il progetto prende il nome, un giovane tennista in sedia a rotelle nato con malformazioni alle gambe che sta riportando crescenti successi a livello internazionale, il quale sta collaborando con Arrow alla realizzazione di soluzioni per agevolare le persone con difficoltà motorie o, comunque, di disabilità. 

Due in progetti in atto: WheelWay e DataRally, due soluzioni che introducono un nuovo approccio alla mobilità, in modo integrato, e si avvalgono di tecnologie, che coniugano hardware e software evoluti, architettura cloud e analytics per acquisire e studiare dati utili a chi ha una mobilità limitata o che è costretto a utilizzare una sedia a rotelle. 

In dettaglio, WheelWay consiste in un sistema di navigazione progettato appositamente per chi ha una mobilità limitata, cercando di agevolarne gli spostamenti nelle città fornendo le istruzioni di itinerario coniugano dati "live" provenienti da GPS Smart e servizi di public cloud, disegnando il precorso in tempo reale e a misura di mobilità. Si tratta di una soluzione unica per la comunità dei disabili.

DataRally è invece dedicata agli atleti professionisti in sedia a rotelle, ed è in grado di analizzare in tempo reale i dati provenienti da sensori presenti sulla sedia a rotelle, sull’equipaggiamento e sul corpo dello sportivo, fornendo informazioni utili al perfezionamento delle performance agonistiche. 

Nel caso specifico, Dani e il suo allenatore, grazie all’utilizzo di sensori installati sulla sedia a rotelle, sulla racchetta da tennis e di un dispositivo da portare al polso, possono raccogliere e analizzare in tempo reale i dati di ogni partita e sessione di allenamento, per individuare precise aree del suo livello di gioco su cui lavorare.  "Queste soluzioni non sono invasive e non mi rendono più dipendente", ha dichiarato Caverzaschi. "Sono io a generare i dati, che vengono poi analizzati, quindi le informazioni mi ritornano attraverso le app, consentendomi di prendere decisioni in modo consapevole. Spetta a me decidere dove andare e cosa fare. Decido io come regolarmi in campo. I dati mi consentono una maggiore scelta, ma anche più libertà e opportunità".