Oltre alla vera febbre da coronavirus, specie dopo il fine settimana di escalation dei contagi in Italia, online circola anche la febbre della paura, alimentata in parte dalle fake news. La caccia alle mascherine, scattata anche nel nostro Paese, ha messo in luce lo sciacallaggio dei venditori di e-commerce: forti del temporaneo out of stock in molte farmacie del Nord Italia, i retailer hanno fatto schizzare alle stelle i prezzi sia per i modelli monouso dal basso potere filtrante sia per quelli dotati di valvola o riutilizzabili. Anche per le semplici mascherine antismog (che peraltro non bloccano il passaggio di tutti i virus e batteri, essendo concepite per filtrare particelle più grandi) i prezzi sono aumentati vertiginosamente.

 

Il Messaggero riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Gamma Dis, azienda marchigiana che produce attrezzature sanitarie: Dopo alcuni maxi ordini di decine di migliaia di pezzi (richiesti dall’esercito, a scopo preventivo, e dall’Enel per dotare i suoi tecnici), oggi fronteggia una mostruosa massa di ordinazioni inevase, 120 milioni di mascherine.  Nonostante l’incremento della produzione e le nuove assunzioni improvvisate per far fronte al picco di domanda, ci vorrà tempo per soddisfare tali livelli di richieste.  

 

L’esempio, già da solo, chiarisce come i retailer di Amazon ed eBay abbiano potuto lucrare sulle paure della gente, aumentando i prezzi degli articoli anche del 1000%. Eseguendo una ricerca su Amazon alcuni articoli dall’anteprima risultano proposti a costi accettabili, ma basta cliccare sul prodotto per scoprire che la disponibilità è temporaneamente esaurita (un’indicazione forse reale o forse, in certi casi, apposta ad arte per far crescere l’ansia da acquisto). Le monouso più semplici costano invece svariati euro al pezzo, mentre per comprare mascherine dal maggior potere filtrante (classificate come ffp2 ed ffp3) si può arrivare a spendere cento euro o più. La situazione di eBay, tra rincari e temporanei out of stock, non è molto diversa. E una simile dinamica si è vista sui gel igienizzanti per le mani, anch’essi scomparsi da farmacie e scaffali dei supermercati e passati, online, dal costo di 4 euro a flacone fino anche a 40 euro.

 

Amazon non fa nulla per arginare lo sciacallaggio, già visto nello store internazionale e ora anche in quello italiano? La società di Jeff Bezos, a detta di Cnbc, qualche giorno fa si è mossa per contrastare non tanto l’impennata dei prezzi quanto le false promesse di molte offerte. In un messaggio inoltrato ai suoi merchant, Amazon li ha avvisati di voler rimuovere dalla piattaforma gli articoli non in regola, cioè quelli indebitamente spacciati per dispositivi medici efficaci contro il covid-19. Il riferimento al coronavirus è dunque sparito da molte vetrine, ma il problema della speculazione sui prezzi rimane.

 

 

In una nota diffusa dall’ufficio stampa, l’azienda si limita a spiegare che “i venditori partner di stabiliscono i prezzi dei loro prodotti nel nostro store e abbiamo regole per aiutarli a definire tali prezzi in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store e rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole".  Intanto, invece di piegarci ai ricatti dei retailer online, possiamo rivolgerci alle indicazioni dell’Oms, dell’Istituto Superiore di Sanità e del nostro Ministero della Salute, che invitano piuttosto a seguire norme igieniche e accortezze in grado di limitare il contagio da coronavirus meglio del solo uso di una mascherina.