Il 2025 di S2E si è chiuso per il gruppo con risultati economici in accelerazione, ma secondo Marco Salerni, direttore generale del gruppo, la vera notizia non sono i numeri in sé quanto il percorso che li ha resi possibili: una trasformazione profonda che ha portato l’azienda oltre il ruolo tradizionale di system integrator, verso quello di player tecnologico ad alto valore. «La crescita media dei ricavi degli ultimi tre anni, si è accompagnata a un piano di investimenti strutturato e continuo in innovazione, con un impegno economico superiore al 7–8% annuo, circa 2 milioni di euro l’anno – ha detto Marco Salerni -. Una scelta strategica che nel secondo semestre del 2025 ha iniziato a produrre risultati tangibili, confermati dal miglioramento di tutti i principali KPI finanziari e da una crescita significativa dell’EBITDA. Siamo leggermente sopra le aspettative sia nei ricavi sia nella redditività».
La crescita, spiega Salerni, nasce da un lavoro profondo sull’organizzazione interna, avviato già con il precedente piano industriale e consolidato nel nuovo ciclo strategico. «Abbiamo fatto un grande lavoro su manager, processi e maturità dei sistemi informativi, preparando l’azienda a ulteriori passi in avanti».
Il rafforzamento della leadership, con l'arrivo di due figure manageriali di alto profilo come Egle Romagnolli e Giorgio Rocca, si è affiancato a una forte valorizzazione delle risorse interne. Circa l’80% delle posizioni chiave, sottolinea Salerni, deriva da percorsi di crescita interna. Ma il cambiamento non riguarda solo le competenze tecniche: la priorità è costruire un’organizzazione capace di adattarsi rapidamente a un mercato in continua trasformazione. «Alla base abbiamo una cultura organizzativa resiliente e “transiliente” che ci consente di cambiare velocemente». In un contesto dominato da tecnologie emergenti e da cicli di innovazione sempre più rapidi, la capacità di evolvere diventa essa stessa vantaggio competitivo.
L’AI come svolta strategica con lo spin-off Galene.AI in ottica di sovranità del dato
Se c’è un elemento che ha accelerato la trasformazione di S2E, è proprio l’intelligenza artificiale, intesa non come semplice ambito di business, ma come leva trasversale che ridefinisce l’intero modello operativo. L’impatto è stato immediatamente evidente all’uscita dei modelli generativi nel 2023. «In pochi giorni abbiamo realizzato qualcosa che prima avrebbe richiesto mesi. Giorni contro mesi: è questa la differenza» commenta Salerni. La consapevolezza di essere di fronte a un possibile Turning point ha avuto impatti immediati: revisione del budget, sospensione temporanea del piano industriale (in attesa di capire se si trattasse di una bolla o di una rivoluzione strutturale) e ridefinizione della strategia. In realtà l’azienda lavorava sull’AI già dal 2018, ma l’avvento dell’AI generativa ha imposto un salto di scala: oggi il team dedicato conta circa venti specialisti e S2E ha lanciato uno spin-off dedicato: Galene.AI.
Galene.AI nasce per rispondere a un’esigenza sempre più centrale per imprese e istituzioni: la sovranità del dato. «Vogliamo essere il partner ideale per chi vuole che i propri dati rimangano in casa propria» spiega Salerni. La società può contare sul supporto tecnologico e commerciale di partner globali come Dell, Nvidia e TD Synnex, mettendo a disposizione piattaforme AI on-premise, sviluppate su infrastrutture dedicate: «Hai la tua intelligenza artificiale nella tua infrastruttura. Non devi portare i dati fuori» ha spiegato Salerni. Con questo modello, S2E e altri partner sviluppano applicazioni e agenti sopra la piattaforma, mentre Galene fornisce la base tecnologica.
Contemporaneamente, S2E sta sviluppando infatti agenti intelligenti e soluzioni AI custom, integrando competenze su digital, digital data e & hyperautomation, cybersecurity, infrastrutture e cloud. Sul fronte dei casi d’uso dell’AI, Salerni invita alla cautela: gli utilizzi sono numerosi ma ancora difficili da standardizzare. «Sono centinaia, ma ogni utilizzo è molto personale e altamente custom». Il problema non è tanto la fattibilità quanto la scalabilità industriale: l’evoluzione rapidissima dei modelli costringe infatti a continui aggiornamenti. Per questo motivo il mercato non ha ancora individuato casi d’uso dominanti: la tecnologia sta correndo molto velocemente.
Lussemburgo: un passo concreto verso l’Europa
Parallelamente all’innovazione tecnologica, S2E ha avviato un percorso di internazionalizzazione con l’apertura di S2E LUX, consolidando la propria presenza diretta in uno dei mercati finanziari più solidi e strategici a livello internazionale. S2E LUX è stata affidata a Stefano Pileri, manager finanziario con oltre 25 anni di esperienza internazionale nei settori dell’Asset Management, dei Capital Markets e dell’Asset Servicing, con la carica di CEO ed Executive Director. Il Lussemburgo è oggi uno dei principali hub finanziari mondiali, un rating AAA ed un ecosistema che sta evolvendo in modo rapido anche nei settori tecnologici, industriali e delle startup. In questa fase di trasformazione, la domanda di servizi legati alla sicurezza informatica, alla gestione dei dati e all’intelligenza artificiale è in forte aumento, spinta anche dalle normative sempre più stringenti introdotte dai regulator che devono garantire protezione dei dati, controllo dei rischi e resilienza operativa.
“Abbiamo scelto il Lussemburgo perché il mercato sta entrando in una nuova fase in cui tecnologia e sicurezza rappresentano fattori decisivi per garantire la solidità che da sempre contraddistingue questo paese. Siamo già operativi con organizzazione e professionisti locali e puntiamo a crescere rapidamente, collaborando non solo con il settore finanziario, ma anche con il mondo industriale e con le istituzioni pubbliche, che oggi stanno investendo in modo significativo nella crescita e nell’innovazione digitale del Paese”, dichiara Marco Salerni. “Stefano porta con sé una lunga esperienza internazionale maturata in aziende di primo piano. Grazie alla sua leadership siamo certi che contribuirà in modo determinante allo sviluppo del business, al rafforzamento delle relazioni strategiche e alla promozione dell’innovazione”.
L’ingresso in Lussemburgo è stato favorito dalla collaborazione con un importante cliente del mondo bancario, con il quale S2E collabora già a livello internazionale per lo sviluppo e la gestione di infrastrutture tecnologiche. L’esperienza maturata su sistemi core bancari e ambienti ad alta criticità ha permesso a S2E di entrare tra i principali partner IT di riferimento, consolidare la relazione e creare nuove opportunità.
Persone, cultura e leadership: il vero fattore competitivo
Al di là della tecnologia, Salerni insiste su un punto: competenze tecniche e soft skill devono procedere insieme. «Le competenze sono fondamentali, ma ancora più importanti sono i comportamenti e la capacità manageriale e imprenditoriale. Non siamo una multinazionale con procedure rigide: serve autonomia nel capire dove intervenire». Questa impostazione si riflette anche nelle politiche di lavoro, con un uso esteso del remote working — adottato già prima della pandemia — che facilita l’attrazione dei talenti su tutto il territorio nazionale.
Guardando al futuro, l’obiettivo non è semplicemente crescere di dimensioni, ma consolidare una reputazione precisa. «Il mio auspicio è che il mercato ci riconosca come un partner serio che aiuta davvero i clienti su temi complessi». La visione è quella di un’azienda a cui imprese e istituzioni possano rivolgersi con fiducia. «Vorremmo che i clienti potessero alzare il telefono e chiamarci sapendo di trovare professionalità e qualità, non solo nell’esecuzione di un progetto ma nell’approccio complessivo». In altre parole, più che un fornitore tecnologico, S2E punta a diventare un partner strategico stabile, capace di accompagnare le organizzazioni nelle trasformazioni digitali più complesse.