Barack Obama ha nominato i dieci “saggi” che faranno parte della Commission on Enhancing National Cybersecurity, il gruppo di esperti della società civile incaricato di elaborare proposte per migliorare il livello di cybersicurezza degli Stati Uniti durante i prossimi dieci anni. La commissione è parte del piano da 19 miliardi di dollari annunciato da Obama lo scorso febbraio: risorse allocate come budget extra per l’anno fiscale 2017, con lo scopo di investire nel campo della sicurezza informatica. Come promesso, i membri della commissione non appartengono all’attuale esecutivo. Anzi, molti di loro sono nomi di spicco del panorama tecnologico, finanziario e scientifico mondiale.

Ajay Banga, per esempio, è Ceo di Mastercard dal 2010 e in precedenza ha lavorato per Citigroup, Pepsi e Nestlé. Steven Chabinsky è il responsabile legale e chief risk officer della società di cyberscurezza Crowdstrike, con un passato nell’Fbi. Peter Lee, invece, è corporate vice president di Microsoft Research con un curriculum universitario di tutto rispetto come professore di informatica alla Carnegie Mellon di Pittsburgh.

Un altro nome di rilievo è quello di Joe Sullivan, attualmente chief security officer di Uber (ruolo ricoperto dal 2015) e in precedenza sempre Cso per Facebook. La lista si completa con l’ex generale Keith Alexander, direttore dal 2005 al 2014 della famigerata agenzia Nsa; Annie I. Antón, professore presso la School of Interactive Computing del Georgia Institute of Technology; Patrick Gallagher, rettore e Ceo dell’Università di Pittsburgh; Herbert Lin, ricercatore dell’Università di Stanford; Heather Murren, investitore privato e membro del consiglio della Johns Hopkins University e infine Maggie Wilderotter, ex Ceo e presidente esecutivo dell’operatore telefonico Frontier Communications.

 

Ajay Banga, Ceo di Mastercard, e Peter Lee, vicepresidente di Microsoft Research

 

“Ho incaricato la Commission on Enhancing National Cybersecurity dell’importante compito di identificare quali saranno i passi che il nostro Paese dovrà compiere per garantire la nostra cybersicurezza in un mondo sempre più digitale”, ha spiegato Obama. “Queste personalità portano con sé esperienze diverse e talento e non vedo l’ora di ricevere i primi consigli della commissione”.

La decisione di investire in modo importante sulla cybersicurezza è stata presa dall’esecutivo statunitense in seguito alla massiccia fuoriuscita di dati dai computer dell’Office of Personnel Management (Opm), avvenuta a giugno 2015. Secondo gli investigatori, un attacco proveniente probabilmente dalla Cina aveva portato all’esposizione dei dati di circa quattro milioni di dipendenti federali.

Dopo questo duro colpo all’immagine dell’inviolabilità statunitense, Obama ha deciso di reagire mettendo mano al portafoglio: l’investimento aggiuntivo di 19 miliardi di dollari (più 35% rispetto all’anno precedente) è parte del budget statale complessivo di 4.000 miliardi per l’anno fiscale 2017, che partirà il primo ottobre prossimo. Il Cybersecurity National Action Plan deve ancora essere approvato dal Congresso, in cui il partito democratico non ha la maggioranza.