Al World Economic Forum di Davos, che quest’anno si svolge obbligatoriamente online, il covid-19 e il cambiamento climatico sono i temi caldi, ma si discute anche (ancora una volta) dello strapotere delle big tech statunitensi. Un tema che preoccupa sicuramente Ursula Von der Leyen, la presidentessa della Commissione Europea, che ha ribadito l’intenzione dell’Europa di ribilanciare il disequilibrio, in un mondo dove ormai pochi grandi colossi (Facebook, Google e Amazon, su tutti) controllano i dati personali e la vita quotidiana di miliardi di persone.

“Dobbiamo contenere il potere immenso delle grandi compagnie digitali”, ha detto la politica tedesca durante il suo intervento, in collegamento streaming con la piattaforma digitale del Wef. “Questo significa che ciò che è illegale offline dev'esserlo anche online”. Parole riferite all’influenza dei social network sulla circolazione della disinformazione, sul bullismo, sull’incitazione alla violenza e agli attacchi alle istituzioni, come quelli commessi dai supporter di Donald Trump nei recenti fatti di Capitol Hill. Fatti che, come sappiamo, oltre ad aver causato diverse morti e arresti hanno spinto Twitter, Facebook, Instagram e altre piattaforme a mettere a tacere gli account dell’ormai ex presidente.

La presidentessa della Commissione Europea ha criticato la scelta di questi social network di agire senza consultarsi con le istituzioni, con una censura che rappresenta una “grave interferenza con la libertà di espressione”. Vero è che ciascuna piattaforma online può prendere provvedimenti verso i propri iscritti che non rispettano le policy. Ma  decisioni come la cancellazione dell’account di Trump, ha detto Von der Leyen, “non dovrebbero essere basate soltanto sulle regole delle aziende”. Piuttosto, è necessario creare “una cornice legislativa per tali decisioni di vasta portata”. 

Allo stesso tempo, la presidentessa della Commissione Europea biasima anche gli effetti dei social network come amplificatori di violenza e disinformazione. Su Twitter Von der Leyen ha scritto: “Dobbiamo alimentare la nostra democrazia e difendere le nostre istituzioni contro il potere corrosivo dell’hate speech, della disinformazione, delle fake news e dell’incitamento alla violenza. Le grandi società digitali devono prendersi la responsabilità del modo in cui disseminano, promuovono e rimuovono contenuti”.

Ai social media, quindi, l’Europa vuol chiedere una maggiore collaborazione per una società più pacifica e rispettosa della legge. Ma non solo: Facebook, Twitter, Google e agli altri colossi del Web, ha detto Von der Leyen, dovranno garantire una maggiore trasparenza sul funzionamento dei proprio algoritmi e criteri di selezione dei contenuti.