Flickr passa di mano. Il servizio nato nel 2004 per condividere fotografie online è stato ceduto da Yahoo a Smugmug, azienda che di fatto propone una piattaforma analoga. Flickr era diventato di proprietà del travagliato colosso californiano nel 2005, ma il collasso di Yahoo, la cessione degli asset a Verizon e la concorrenza sempre più agguerrita di applicazioni come Instagram ne hanno segnato il destino. L’obiettivo di Smugmug, che offre un servizio di photo sharing esclusivamente a pagamento, è ora quello di rilanciare Flickr senza però apportare modifiche sostanziali al cuore della piattaforma. Il Ceo Don MacAskill ha confermato a Usa Today che Flickr rimarrà “una comunità indipendente di fotografi professionisti e alle prime armi, a cui verranno però dedicate le giuste e meritate risorse economiche per garantirne la crescita”. MacAskill non ha però chiarito i termini finanziari dell’accordo siglato con Yahoo.

Dopo aver rilevato Yahoo per quasi 4,5 miliardi di dollari, Verizon ha dato vita al brand digitale Oath: un marchio che racchiude numerose testate e servizi come Huffington Post, Tumblr, Techcrunch, Engadget, Aol, numerose divisioni di Yahoo e lo stesso Flickr, di cui ora si conosce quindi il destino. La strategia di Oath è quella di sfoltire però il ricco portafoglio di piattaforme, allo scopo di ottimizzare i costi e di mantenere soltanto le realtà più interessanti.

Ad esempio, a inizio aprile l’azienda ha ceduto il servizio di e-commerce Polyvore, voluto dall’ex Ceo Marissa Meyer, a Ssense per una cifra sconosciuta. Smugmug si è quindi portata in casa una piattaforma che, malgrado la crisi, può ancora oggi contare su 75 milioni di utenti registrati e su 100 milioni di visitatori unici mensili, che pubblicano quotidianamente migliaia di fotografie.