Xiaomi indossa il suo nuovo accessorio: gli occhiali “smart” di realtà aumentata. Si chiamano semplicemente Smart Glasses e sono l’ultima aggiunta alla già frastagliata offerta del marchio cinese, oggi secondo al mondo per volume di vendita nel mercato degli smartphone (dopo Samsung e prima di Apple) e ben affermato anche nel campo degli elettrodomestici, degli smartwatch e degli accessori audio. La particolarità degli Smart Glasses di Xiaomi è che al primo impatto sembrano dei classici occhiali, ma le sue lenti vengono usate per visualizzare contenuti, un po’ come fossero lo schermo di un telefono.

“Immaginate tutte le funzioni di uno smartphone integrate in ciò che indossate”, scrive l’azienda nel video di presentazione degli Smart Glasses. Per la precisione, è una delle due lenti a sapersi trasformare in schermo, grazie  a una tecnologia di tracciamento ottico che rifrange la luce a 180 gradi. Il sistema di proiezione impiega una videocamera inserita nella montatura e un display microLED da 0,13 pollici “più piccolo di un chicco di riso”, precisa Xiaomi. Ciascun pixel misura 4 micrometri.

Quello che però l’utente vede è uno schermo ben più grande, che occupa il suo campo visivo e si sovrappone alle immagini della realtà. Si crea, sostanzialmente, un’esperienza di realtà mista immersiva che permette a chi indossa gli occhiali di visualizzare notifiche e informazioni di vario tipo: chiamate in arrivo, messaggi, indicazioni del navigatore (che ci può guidare passo passo o pedalata dopo pedalata, se per esempio siamo in biciletta e certo non ci conviene buttare l’occhio sul telefono in quel momento). Gli Smart Glass possono anche sfruttare i comandi gestuali per scattare e visualizzare foto, oppure mostrare una traduzione se le parole di un testo vengono inquadrate dalla fotocamera. Per garantire una migliore luminosità dello schermo, fino a  2 milioni di nit, Xiaomi ha optato per un display monocromatico anziché a colori.

Xiaomi Smart Glasses, geniali o inquietanti?
Qualcuno, tra i commentatori della Rete, ha già definito tutto questo come inquietante, evocando scenari alla Black Mirror. Forse lo è, ma di certo Xiaomi ha fatto fare un passo avanti al panorama dei dispositivi di realtà aumentata, presentando un oggetto che quasi sembra un normale accessorio non tecnologico e invece racchiude un mondo.

L’azienda sottolinea che non si tratta di un semplice second screen da abbinare al telefono bensì di un dispositivo indipendente, che assembla quasi 500 componenti individuali (497, per la precisione) fra cui un processore Arm a quattro core, sensori miniaturizzati, una fotocamera da 5 megapixel, moduli di comunicazione Wi-Fi e Bluetooth. Si attendono, per ora, dettagli sulla commercializzazione e sul prezzo degli Smart Glasses di Xiaomi.