Lo storage, le infrastrutture iperconvergenti e altri sistemi per il cloud e l’edge computing portano in alto i conti di Hewlett Packard Enterprise (Hpe). Nel trimestre terminato al 31 luglio il giro d’affari si è assestato su 6,897 miliardi di dollari di ricavi, dato in crescita del 3% sui tre mesi precedenti ma in calo dell’1% anno su anno (che diventa un calo del 2% a valuta costante). I ricavi non hanno raggiunto la previsione degli analisti pari a 6,93 miliardi di dollari, ma in compenso gli utili per azione l’hanno superata, con 47 centesimi di dollaro anziché i 42 centesimi attesi. Hpe ha saputo migliorare la marginalità, ottenendo un utile netto di 392 milioni di dollari (contro i 259 milioni di dollari del terzo trimestre 2020). L’azienda ha anche osservato un incremento anno su anno degli ordini dell’11%.

 

Nel trimestre è stata l’offerta della divisione Intelligent Edge a mostrare le migliori performance, +27%, con 867 milioni di dollari generati. Rientrano in questa offerta le infrastrutture iperconvergenti, i sistemi edge convergenti Hpe Edgeline, gli apparati di rete a marchio Aruba, l’hardware, il software e le soluzioni di cybersicurezza per l’Internet of Things, nonché i servizi IT di Hpe Greenlake.

 

I sistemi di supercalcolo (High Performance Computing) e quelli per le applicazioni mission-critical hanno fruttato 741 milioni di dollari, segnando un incremento dell’11% anno su anno. In calo del 9%, invece, i ricavi di server e altri sistemi di calcolo, che ancora fanno la parte del leone con 3,1 miliardi di dollari di vendite trimestrali. 

 

La seconda divisione più importante è quella dello storage, cresciuto del 4% anno su anno a fronte di 1,2 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre. Hpe ha sottolineato in particolare il buon andamento delle soluzioni software-defined, cresciute del 10%, e degli array all-flash, in rialzo del 30%. Migliora anche, del 4%, il giro d’affari dei servizi finanziari: 884 milioni di dollari nei tre mesi.

 

“Abbiamo portato a termine una performance davvero notevole nel terzo trimestre, segnata da un forte aumento degli ordini, da un ampliamento della marginalità e da un flusso di cassa libero da record”, ha commentato il presidente e amministratore delegato di Hpe, Antonio Neri. “Sono felice di vedere che il nostro portfolio differenziato trova il favore del mercato e che la nostra strategia edge-to-cloud sta prendendo slancio all’interno delle nostre attività”. 

 

“L’impatto della pandemia”, ha proseguito Neri, “continua ad accelerare il passaggio, da noi previsto anni fa, verso un mondo incentrato sull’edge, abilitato dal cloud e guidato dai dati. Ora come non mai le aziende hanno bisogno di una connettività sicura, di insight ottenuti più rapidamente dai dati e di un’esperienza cloud ubiqua. Ci attendiamo che queste tendenze proseguiranno. La trasformazione digitale è non più una priorità, bensì un imperativo strategico”.