Google non vuole stare a guardare mentre Apple cerca di rilanciare l’iPhone nella fascia media del mercato. Nelle ultime ore sono emerse indiscrezioni riguardanti la seconda generazione del modello Se di Cupertino, il cellulare “low cost” e dal display contenuto: secondo i rumors, infatti, la Mela potrebbe decidere di rilanciare questa versione mignon di iPhone, chiamandola Xe e dotandola di uno schermo da 4,8 pollici con notch e Face Id. E, a distanza di pochissimo tempo, Google ha pubblicato un teaser per stuzzicare gli appetiti del pubblico sulla serie di telefoni Pixel. Il misterioso annuncio fa riferimento al prossimo 7 maggio, data di apertura della conferenza I/O per gli sviluppatori, con un testo che recita: “L’aiuto sta arrivando. Il 7 maggio accadrà qualcosa di grande nell’universo Pixel”.

È molto probabile che Big G sveli i modelli 3a e 3a Xl della propria gamma di smartphone: due varianti apparse fugacemente a inizio mese sul Google Store e poi rimosse dall’azienda. Una pubblicazione fatta per errore o come ennesimo teaser? È lecito pensare alla seconda versione della storia, in quanto un errore così grossolano non sembra essere credibile per un colosso come quello di Mountain View.

Se le ricostruzioni circolate finora in rete dovessero essere accurate, il Pixel 3a assomiglierebbe nell’aspetto al modello originale, con un prezzo di partenza però attorno ai 500 dollari. La versione attualmente in vendita sul negozio di Big G costa invece 799 dollari (899 euro in Italia). Ovviamente, l’asticella sale nel caso del Pixel 3 Xl, il quale parte da 899 euro. Non resta che attendere il 7 maggio.

Durante la conferenza I/O verranno svelate anche le ultime novità di Android Q, la prossima major release del sistema operativo del robottino verde. La testata 9to5google ha scoperto una funzionalità nel codice della beta più recente della piattaforma, che modifica sensibilmente le modalità di distribuzione degli aggiornamenti di sistema, fino ad oggi rilasciati tramite le Impostazioni. Dalla prossima versione è possibile che gli update siano accessibili direttamente dal Play Store grazie alla “spacchettizzazione” delle librerie Android effettuata con lo strumento Apex.

 

Il teaser pubblicato da Google per l'evento del 7 maggio

 

Al momento valgono però solo le testimonianze di alcuni tester che, dotati di smartphone Pixel con Android Q Beta 2, giurano di aver avuto il modo di sperimentare con questa nuova funzionalità. Nei casi pubblicati su Reddit si trattava di una patch minore, ma sembra che Apex sia finalmente quasi pronto a vedere la luce.