Intel si muove sul mercato per impedire che tecnologia preziosa finisca in mani altrui. La casa di Santa Clara ha rilevato, per una cifra sconosciuta, eAsic: un’azienda vicina di casa del colosso dei chip che sviluppa soluzioni “ibride” fra Fpga e Asic utilizzate in ambienti cloud e in prodotti di networking. Considerate le dimensioni della società comprata, che conta su una forza lavoro di 120 persone, si tratta molto probabilmente di un’operazione di acqui-hiring, che permetterà a Intel di assorbire tecnologie e competenze. L’obiettivo del vendor californiano è sganciarsi sempre più dallo storico business delle Cpu, orientandosi su piattaforme pronte a sostenere i dispositivi del futuro. I chip Fpga e gli Asic rappresentano i prodotti ideali, grazie alla possibilità di personalizzarne al massimo le funzionalità anche in tempo reale.

Le soluzioni della piccola azienda di Santa Clara vengono in realtà utilizzate da Intel dal 2015 e sono state integrate in alcune versioni di processori Xeon. L’acquisizione completa a livello teorico il quadro e rappresenta un anello di congiunzione con il portafoglio di Altera, rilevata nel 2015 per 16,7 miliardi di dollari. I cosiddetti chip “strutturati” di eAsic consentono di ricorrere al design tipico di un Fpga (quindi altamente configurabile), sfruttando però l’ottimizzazione tipica dei circuiti integrati creati appositamente per applicazioni ben precise.

Il risultato è una progettazione più veloce (da due anni a quattro mesi), con consumi ridotti, anche se la configurazione iniziale, una volta impostata, non può più essere modificata dopo la produzione. “Potremo offrire soluzioni end-to-end adatta per i carichi di lavoro e l’infrastruttura di oggi, in costante cambiamento”, ha spiegato Dan McNamara, corporate vice president e general manager della divisione Programmable Solutions Group (la business unit dove verrà aggregato il team di eAsic).

 

Da sx: Dan McNamara, corporate Vp e Gm di Intel Psg e Ronnie Vasishta, Ceo di eAsic

 

Fra i clienti della piccola azienda di Santa Clara spiccano grandi nomi come Huawei, Nec, Microsoft, Seagate e Arm. La società non dispone di linee di produzione, ma per realizzare i propri chip si affida a Globalfoundries, su nodi a 28 nanometri. Nelle stesse ore in cui è circolata la notizia dell’acquisizione, Intel ha diffuso i dettagli del nuovo processore Xeon E-2100, progettato per le workstation di fascia bassa.

Si tratta di una Cpu a sei core e 12 thread, con frequenze in grado di raggiungere i 4,7 GHz grazie al Turbo Boost 2.0. La piattaforma può supportare fino a 64 GB di memoria Ddr4 Ecc a 2.666 MHz e integra grafica Intel Uhd 630 (per una risoluzione massima 4K Uhd con accelerazione Hevc a 10 bit). Rispetto al suo predecessore, lo Xeon E3, il nuovo processore offre frequenze maggiori, più velocità Dram, I/O ottimizzato e funzioni avanzate di sicurezza e affidabilità.