La discendenza è dal “ramo” Xeon dell'albero genealogico di Intel, quello originariamente nato per i data center, ma la destinazione non sono in questo caso i server bensì le workstation. I nuovi processori Xeon W, appena presentati dall'Ifa di Berlino (dopo l'annuncio di una nuova piattaforma Vpu per droni, robot e videocamere connesse), promettono di soddisfare le “esigenze dei professionisti desiderosi di aumentare la produttività e dare rapidamente vita ai dati”. Prestazioni e capacità di elaborazione sono quindi le prime vocazioni di questa nuova piattaforma destinata alla “workstation mainstream”.

Gli Xeon W si distinguono però anche, a detta di Intel, per le elevate capacità di memoria, per una potenziata sicurezza a livello hardware e per la particolare affidabilità. Basati su architettura Skylake-Sp, i nuovi chip saranno proposti in configurazioni da 8, 10 e 18 core, arrivando fino a un massimo di 4,5 GHz di frequenza in modalità Turbo Boost e supportando fino a 512 GB di memoria Ram Ecc quad-channel Ddr4. Il top di gamma con 18 nodi di calcolo sarà reso disponibile nel corso del quarto trimestre, mentre i modelli da 8 e 10 core saranno i primi ad arrivare sul mercato.

A detta della società di Santa Clara, i nuovi processori garantiranno alle workstation poco meno di un raddoppio di prestazioni (un fattore di moltiplicazione di 1,87) rispetto a sistemi equipaggiati con un precedente chip Xeon E5–1680 v2 Romley, come per esempio i Mac Pro del 2013; l'incremento di prestazioni sarà un po' più ridotto (1,38) se invece si farà il confronto con workstation che impiegano processori X carteon E5–1680 v4.

 

 

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