I futuri processori Qualcomm saranno prodotti da Intel. Non è uno scherzo, ma il risultato di un accordo di fornitura che fa della società titolare degli Snapdragon il primo grande cliente dei servizi di produzione in outsourcing di Intel, i Foundry Services. E non è tutto: il secondo grande cliente sarà Amazon, che userà per la prima volta delle tecnologie Intel all’interno dei data center di Aws (Amazon Web Services). Il doppio annuncio è arrivato in occasione dell’evento online “Intel Accelerated” e rappresenta un tassello della più ampia strategia di produzione annunciata lo scorso marzo da Pat Gelsinger, allora fresco di nomina a nuovo amministratore delegato. 

 

Intel non solo stringerà accordi con fonderie indipendenti per soddisfare le proprie necessità produttive interne di semiconduttori, ma opererà essa stessa come fornitore per società semi-concorrenti, come Qualcomm. Quest’ultima in realtà è meglio posizionata nel mercato dei processori per smartphone, che non è il pane per i denti di Intel, mentre Aws si è limitata finora a fabbricare i chip destinati alla propria infrastruttura cloud. Per quanto riguarda Amazon Web Services, Intel non fornirà processori bensì le proprie soluzioni di packaging. 

 

Per la fornitura di chip a Qualcomm non è stata comunicata una tempistica, ma sappiamo che si tratterà di piattaforme realizzate con tecnologia di processo a 7 nanometri. Solo che ora Intel non la chiamerà più così bensì 20A. Un altro annuncio snocciolato durante il webcast è stato, infatti, quello di una nuova nomenclatura per i processi produttivi, in precedenza identificati dal numero di nanometri. Intel giudica il vecchio sistema come non più rappresentativo del livello di evoluzione tecnica, perché ci sono altri criteri da includere (per esempio l’architettura di transistor).

 

 

 

Una nuova nomenclatura per i chip Intel

 

Nella categoria Intel 20A rientrano i chip frutto di processo a 7 nm e strutturati secondo la nuova architettura RibbonFET, che garantirà una maggiore densità di transistor a fronte di minori dimensioni. Era dal 2011, quando fu presentata la FinFet che Intel non presentava una nuova architettura. Inoltre nei chip 20A debutterà una tecnologia chiamata PowerVia, che consente di posizionare diversamente (sul retro, anziché frontalmente) la fonte di alimentazione dei wafer.

 

 

I chip della categoria Intel 3, invece, corrispondono alla seconda generazione di prodotti a 7 nanometri. In produzione nel 2023, saranno ancora caratterizzati da architettura FinFet ma con ottimizzazioni della tecnologia di incisione del wafer Euv (litografia ultravioletta estrema) che consentiranno migliori prestazioni a parità di consumi energetici.

 

Intel 4 è invece il nuovo nome dei chip a 7 nm di prima generazione, sul cui debutto ci sono stati diversi ritardi e la cui produzione di massa è attualmente pianificata per il 2022. I processori Intel 7, infine, sono quelli in precedenza indicati come Enhanced SuperFin, ovvero la terza generazione dei prodotti a 10 nanometri. A detta dell’azienda, le future piattaforma Intel 7 offriranno miglioramenti di prestazione-per-Watt compresi tra il 10% e il 15%, in relazione alla precedente generazione (la seconda).

 

Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2021 Intel ha ottenuto 19,1 miliardi di dollari di ricavi, oltre la metà dei quali derivati dalla vendita di semiconduttori per Pc. Intanto, per ora restano in sordina i rumors di una possibile acquisizione di GlobalFoundries, smentiti da quest’ultima.