Il cammino dell’intelligenza artificiale è appena cominciato. Chissà che cosa ci riserverà il futuro, considerando che nei prossimi anni gli investimenti per la ricerca, lo sviluppo e il lancio di applicazioni nel campo dell’AI sono destinati a esplodere. Secondo le stime di Idc (racchiuse nella pubblicazione “Worldwide Artificial Intelligence Spending Guide”), la spesa di aziende e organizzazioni passerà dagli 85,3 miliardi di dollari di quest’anno agli oltre 204 miliardi del 2025, con un tasso di crescita annuale composto del 24,5%. Gli sconvoglimenti della società e dell’economia creati dalla pandemia di covid contribuiranno a questa impressionante crescita di interesse e di risorse investite.

 

“La distruzione creata dalla pandemia globale è stata destabilizzante, ma sta anche agendo da catalizzatore per l’innovazione, la crescita e la trasformazione delle aziende”, ha commentato Ritu Jyoti, analista di Idc esperto di intelligenza artificiale e di automazione. “Oggi, la competenza sull’AI si focalizza maggiormente sullo sviluppo di applicazioni commerciali che ottimizzano le efficienze nelle attività industriali esistenti. L’accelerazione dell’adozione dell’AI e la proliferazione di algoritmi intelligenti e intuitivi di machine learning e deep learning daranno origine a nuove industrie e segmenti di mercato e, nel complesso, innescheranno nuove opportunità di monetizzazione”.

 

Attualmente i casi d’uso preponderanti, in termini di spesa, sono gli agenti per il customer service automatizzato (come i chatbot) e le applicazioni che personalizzano e automatizzano i processi di vendita. Insieme, queste due tipologie assorbono poco meno di un quinto degli investimenti del 2021. A seguire, i casi d’uso più importanti dal punto di vista della spesa sono le soluzioni per l’ottimizzazione dell’IT, i sistemi di threat intelligence e prevenzione degli attacchi informatici, i programmi per la consulenza automatizzata o sistemi di raccomandazione, le applicazioni antifrode e quelle per la manutenzione predittiva.

 

Da qui al 2024, il retail e il settore bancario sono i due mercati che investiranno di più nel campo dell’intelligenza artificiale. Nel primo dei due, gli investimenti si focalizzeranno sulle soluzioni che migliorano l’esperienza dei clienti attraverso l’automazione del customer experience e le raccomandazioni personalizzate. Nel mondo bancario, invece, si punterà soprattutto sulle soluzioni per la riduzione del rischio, come le applicazioni antifrode e la threat intelligence automatizzata. Al terzo posto, tra i settori altospendenti c’è l’industria manifatturiera discreta, che investirà in intelligenza artificiale per migliorare il controllo qualità e per fare manutenzione predittiva degli impianti. 

 

E l’Italia? Qualche dato interessante lo fornisce una ricerca di The Innovation Group. A oggi circa il 38% delle aziende utilizza una o più applicazioni di intelligenza artificiale o machine learning e il 33% pianifica di lanciare nuove iniziative in questi ambiti. Soltanto per il 25% degli intervistati, tuttavia, l’AI riveste attualmente un ruolo abbastanza (12,5%) o molto importante (12,5%) come fattore di innovazione digitale all’interno dell’azienda.