Dopo la Cina è arrivata anche la Germania a dare man forte a Qualcomm. Un tribunale di Monaco, come confermato dal produttore di chip californiano, “ha stabilito che Apple sta violando la proprietà intellettuale di Qualcomm in relazione alla tecnologia di risparmio energetico negli smartphone e ha accolto la richiesta di ingiunzione permanente di Qualcomm, ordinando ad Apple di cessare la vendita, la commercializzazione e l’importazione ai fini di vendita in Germania degli iPhone che violano il brevetto”. L’ingiunzione diventerà effettiva soltanto nel momento in cui la casa di San Diego “depositerà una cauzione a copertura dei potenziali danni” sostenuti dalla Mela “nel caso in cui la sentenza venga successivamente annullata o modificata in appello”.

Ma, per evitare ulteriori problemi, il colosso di Cupertino ha deciso autonomamente di ritirare dalla vendita gli iPhone 7 e 8 dai propri 15 store sparsi sul territorio tedesco. Nei negozi terzi e presso gli operatori telefonici, però, i dispositivi continueranno a essere consegnati. Una svolta importante nella contesa che oppone da mesi le due aziende. Pochi giorni fa si era arrivati a un’ingiunzione simile anche in Cina, ma in quel caso la Mela aveva fatto spallucce, limitandosi a una modifica software rilasciata per gli iPhone “incriminati” (dalla versione 6 fino alla X) in modo da aggirare il divieto di vendita.

A livello economico, comunque, il danno inflitto ad Apple dalla sentenza del tribunale di Monaco sarà abbastanza contenuto. Secondo la società di ricerca Bernstein, in Germania la Mela vende circa dieci milioni di telefoni all’anno e meno della metà di questi è stata colpita dall’ordine dei giudici. “La campagna di Qualcomm è un tentativo disperato […]. Cercano, in tribunale e nel business quotidiano, di danneggiare l’innovazione e i consumatori, prevedendo commissioni esorbitanti su lavoro che non svolgono”, ha commentato Cupertino in una nota. “Sono sotto indagine in tutto il mondo per questi comportamenti. Siamo ovviamente delusi per questo verdetto e stiamo preparando l’appello”.

Durante tutta la durata del nuovo processo, quindi, non saranno disponibili in Germania gli iPhone 7 e 8, mentre i più recenti iPhone Xs, Xs Max ed Xr (modelli che evidentemente non infrangono i brevetti contestati da Qualcomm) continueranno a essere liberamente acquistabili. Se per scoprire chi vincerà questa aspra contesa legale si dovrà aspettare, le due decisioni prese in questi giorni dal tribunale tedesco e da quello cinese giocano indubbiamente in favore del chip maker.

Negli Stati Uniti, invece, la situazione è leggermente diversa. L’authority che regola il commercio a stelle e strisce ha riconosciuto la violazione di un brevetto, ma si è rifiutata di bloccare l’importazione degli iPhone con chip Intel (come richiesto da Qualcomm), perché questo avrebbe causato non pochi problemi alla competizione del mercato. La partita è quindi ancora apertissima, perché anche in Germania l’azienda di San Diego potrebbe uscire sconfitta dall’appello (così come in Cina) ed essere costretta a cedere alla Mela la cauzione depositata.

Al centro della questione c’è una tecnologia fornita ad Apple da Qorvo, che riguarda l’ottimizzazione dei consumi degli smartphone durante la ricerca del segnale cellulare. Negli Usa le autorità hanno deciso che i componenti sviluppati da Qorvo non violano i brevetti americani depositati da Qualcomm. Mentre i giudici tedeschi, evidentemente, la pensano diversamente.