Jeff Bezos, il secondo uomo più ricco al mondo (dopo Elon Musk), abbandona il trono di amministratore delegato di Amazon, l’impero dell’e-commerce e del cloud computing da lui creato nel 1994. Bezos ha scelto di dare le dimissioni dal ruolo di Ceo e di passare il testimone a uno dei suoi collaboratori più stretti, il Ceo di Aws (Amazon Web Services) Andy Jassy. Resterà, però, in carica come presidente della società che ha contribuito, più di ogni altra, a dettare le regole nel mondo dell’e-commerce e in quello del cloud computing. In poco meno di tre decenni, gli affari e le azioni di Amazon e il Washington Post, di cui è editore, hanno permesso a Bezos di accumulare un tesoro personale di 197 miliardi di dollari. Ora potrà dedicarsi alle sue attività editoriali e alle sue passioni.

 

Il passaggio di consegne avverrà nel terzo trimestre dell’anno. Nato a Scarsdale (New York), il 52enne Andy Jassy era entrato in Amazon nel 1997, dopo aver frequentato la Harvard Business School. A lui si deve la fondazione, nel 2003 della divisione Aws, che in pochi anni sarebbe poi diventata il primo operatore di servizi di cloud computing al mondo, forte soprattutto nella parte infrastrutturale. Di lui Bezos ha scritto che “Andy sarà un leader eccezionale e ha la mia piena fiducia”.

 

Il quasi ex amministratore delegato ha però speso parole di elogio soprattutto per la sua creatura: “Amazon è quella che è grazie alle invenzioni, dichiara in un comunicato dell’ufficio stampa. “Insieme facciamo cose pazze per poi renderle normali. Siamo stati pionieri nelle recensioni dei clienti, nel 1-click, nelle raccomandazioni personalizzate, nelle consegne pazzamente veloci di Prime, nel cloud computing infrastrutturale, in Career Choice in molto altro”. 

 

Il commento prosegue con un consiglio imprenditoriale: “Se fai le cose per bene, qualche anno dopo quell’invenzione sorprendente, quella cosa nuova è diventata la normalità. Le persone sbadigliano. Quello sbadiglio è il miglior complimento che un inventore possa ricevere. Guardando ai nostri risultati finanziari, quello che si vede è la somma dei risultati di lungo termine delle nostre invenzioni”.

 

A proposito di risultati finanziari, Amazon ha appena pubblicato quelli del quarto trimestre e dell’intero anno fiscale 2020. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre l’azienda ha ottenuto 125,6 miliardi di dollari di ricavi (vendite nette), con un impressionante incremento del 42% rispetto ai valori del quarto trimestre 2019. Ovvio sottolineare come l’anno del covid-19 e dei lockdown abbia spinto i guadagni di Amazon, forse più di quelli di qualsiasi altra azienda nel mondo. Questo è vero per il commercio elettronico ma anche per il cloud, tant'è che sul totale del giro d'affari trimestrale Aws ha generato 12,7 miliardi di dollari, con netto incremento dai 9,95 miliardi del trimestre di fine 2019. L’utile netto del quatro trimestre 2020 è stato di 7,2 miliardi di dollari, e qui si nota come sempre (covid o non covid) che per Amazon le marginalità non sono il primo obiettivo di business.

 

Nell’intero anno fiscale 2020 l’azienda ha ottenuto 386,1 miliardi di dollari di ricavi, corrispondenti a una crescita del 38% rispetto ai dodici mesi precedenti. L’utile netto è quasi raddoppiato, dagli 11,6 miliardi di dollari del 2019 ai 21,3 miliardi di dollari del 2021. Fra poco il testimone passa nelle mani di Andy Jassy: sembra quasi impossibile, ma chissà se il nuovo Ceo saprà fare meglio di Jeff Bezos.