Il cloud è ancora un forte traino per Microsoft, nonostante i tempi di incertezze economiche e di generale riduzione del potere d’acquisto. Al pari di altri colossi tecnologici (come Alphabet, Amazon, Meta, Twitter e molti altri), la società di Redmond ha avviato massicci piani di licenziamento per tagliare i costi e focalizzarsi sulle aree a maggiore redditività, e l’ultimo bilancio trimestrale dà qualche indicazione sulle tendenze in corso. La domanda di software e servizi in cloud continua a essere forte, mentre la crescita del business generale rallenta.

Nel trimestre chiuso a fine dicembre 2022 Microsoft ha ottenuto 52,7 miliardi di dollari di ricavi, crescendo solo del 2% anno su anno, a fronte di un calo del profitto operativo dell’8% su base Gaap (e del 3% su base non-Gaap), pari a 20,4 miliardi. L’utile netto trimestrale, 16,4 miliardi di dollari, segna invece una decrescita del 12% su base Gaap (e del 7% su base non-Gaap).

A pesare sul risultato complessivo è soprattutto la vendita di licenze software legate a Windows e di hardware (i dispositivi Surface e le console Xbox), ovvero l’andamento della divisione More Personal Computing: i 14,2 miliardi di dollari di ricavi segnano un calo del 19% anno su anno. In particolare, la vendita di Windows agli Oem (Original Equipment Manufacturer) è calata a valore del 39%. Stessa percentuale di decrescita anche per i dispositivi. Bene, in questa divisione, solo i ricavi della pubblicità legata al motore di ricerca Bing e ai siti Web, cresciuti del 10%.


La divisione Productivity and Business Processes ha fruttato invece 17 miliardi di dollari di ricavi, corrispondenti a un incremento del 7% anno su anno.  Se questo è il dato cumulativo, va detto che è in crescita l’offerta rivolta alle aziende (software e servizi cloud di Office e Office 365 Commercial, software e servizi cloud di Dynamics, attività di LinkedIn), mentre i ricavi della vendita di prodotti e servizi cloud di Office Consumer calano del 2%.

(Fonte: Microsoft)

 


L’andamento migliore è sicuramente quello della divisione Intelligent Cloud, in crescita del 20% anno su anno (e del 26% a valuta costante), trainata in particolare dall’offerta di Azure. La prossima grande ondata di computing è partita, mentre Microsoft Cloud trasforma i modelli di AI più avanzati al mondo in una nuova piattaforma di calcolo”, ha dichiarato il Ceo e presidente dell’azienda, Satya Nadella. “Ci impegniamo ad aiutare i clienti a usare le nostre piattaforme e i nostri strumenti per realizzare di più con meno oggi per innovare in futuro, nella nuova era dell’AI”. Parole forse un po’ enfatiche, che però riflettono i concreti investimenti di Microsoft nell’intelligenza artificiale e in particolare in OpenAI, la società sviluppatrice del chiacchierato ChatGPT.

Intanto, insieme ai dati a luci e ombre del bilancio trimestrale, per i clienti di Microsoft tra ieri e oggi c’è stato un altro fatto degno di nota: alcuni malfunzionamenti di Outlook, Teams, Sharepoint, OneDrive, Power BI e altre applicazioni in cloud, malfunzionamenti che hanno impedito per un certo lasso di tempo l’invio di messaggio e l’uso di altre funzionalità.

Il problema non è stato quantificato ufficialmente, ma Reuters riporta che il sito di Downdetector ha ricevuto solo dall’India oltre 3.900 segnalazioni e più di 900 dal Giappone. Altri picchi di disservizio si sono verificati in Regno Unito, Australia ed Emirati Arabi, e anche in Italia per qualche ora le applicazioni hanno funzionato a singhiozzo. “Abbiamo identificato un potenziale problema di rete e stiamo analizzando la telemetria per determinare il prossimo passo di troubleshooting”, ha comunicato stamattina l’azienda via Twitter. Poco dopo un altro post informava che era stata annullata una modifica di rete, probabile causa del problema.