Dorsey e Disney vanno d’accordo, e non solo per un’assonanza fonetica. Il primo, Jack Dorsey, è l’amministratore delegato di Twitter: un’azienda oggi sotto i riflettori dei media, che ne valutano ogni passo e ogni cambiamento mirato a far crescere la base d’utenza e a contrastare la concorrenza di Facebook e Snapchat. Walt Disney Company, invece, è non solo la società che ha dato forma alla fantasia con mille personaggi di fumetti e cargoni, ma anche un colosso dell’entertainment e dei media, proprietaria di controllate come Walt Disney Studios, Marvel, Lucasfilm e Pixar, oltre all’emittente televisiva Abc e al servizio di streaming Hulu.

A mettere insieme questi due nomi, oggi, è Bloomberg: secondo alcune “fonti vicine ai fatti”, la multinazionale starebbe “lavorando con un consulente finanziario per valutare una possibile offerta per Twitter”. Un investimento di questo tipo avrebbe senso per Disney in quanti metterebbe al suo servizio una piattaforma in grado di raggiungere centinaia di milioni di utenti che quotidianamente “cinguettano”, seguono i profili di loro interesse, fruiscono notizie su Twitter. Quest’ultima, invece, ricaverebbe un'ulteriore per la propria strategia incentrata sui video in streaming, recentemente ribadita proprio dall’amministratore delegato. Ciliegina sulla torta, casuale o forse no: Jack Dorsey è membro del board di Disney.

 

(Infografica di Stampaprint)

 

Ma l’azienda che fu dell’inventore di Mickey Mouse non è l’unico nome circolato in questi giorni in relazione a un possibile acquisto della piattaforma di microblogging. La settimana scorsa Cnbc, citando fonti confidenziali, aveva suggerito trattative in corso con Google e Salesforce, mentre a detta delle voci arrivate a TechCrunch, sia Microsoft sia Verizon avrebbero “bussato alla porta” di Twitter.

 

Jack Dorsey, Ceo di Twitter

 

Va ricordato, però, come entrambe le multinazionali siano reduci da recenti massicci investimenti: la prima ha chiuso un accordo per l’acquisizione di LinkedIn, mentre la seconda si è aggiudicata l’acquisto di Yahoo. Vada come vada, il mercato dell’editoria Web sta procedendo verso la creazione di maxi-agglomerati di società, possedute da pochi padroni. Verizon, in particolare, sta cercando di affermarsi come “terzo polo” dell’advertising, in grado (con l’acquisto di Aol e poi con quello di Yahoo) di spezzare il dualismo di Google e Facebook. Con Twitter in tasca, sicuramente l’impresa risulterebbe più agevole.

 

(Infografica di Stampaprint)