Il Wireless Power Consortium (Wpc) ha un nuovo membro di peso: Apple. La Mela è entrata a far parte da qualche settimana della principale organizzazione impegnata nello sviluppo di standard per la ricarica a induzione dei dispositivi elettronici. Un’adesione, quella di Cupertino, che non fa altro che alimentare gli incessanti rumors sulla presenza della tecnologia nell’iPhone 8 (o X) e nei nuovi iPhone 7s e 7s Plus, attesi tutti a settembre. Il Wpc promuove uno dei numerosi set di specifiche in circolazione per la ricarica senza fili, chiamato Qi. Un sistema già adottato da alcuni grandi nomi come Samsung e Nokia (sulla gamma Lumia), per un totale di quasi 250 produttori di dispositivi elettronici.

Il colosso di Cupertino ha già proposto un device con ricarica a induzione, vale a dire l’Apple Watch: basato sullo standard Qi, l’indossabile della Mela non è però mai stato sottoposto a test specifici del consorzio per valutarne l’interoperabilità, vanificandone di fatto l’apertura e l’universalità previste proprio dalle specifiche del Wpc. L’Apple Watch è compatibile infatti solo con i dispositivi di ricarica realizzati o approvati direttamente da Cupertino.

Ovviamente, non è detto che l’ingresso di Apple nel consorzio significhi la presenza di sistemi Qi nei prossimi iPhone. Ma la tecnologia fa gola a moltissimi utilizzatori dei cellulari del gruppo californiano. Secondo Vicky Yussuff, analista di Ihs Technology, nove consumatori su dieci vorrebbero poterla sfruttare al più presto. “Ormai è una funzionalità talmente diffusa che Apple non può più ignorarla”, ha spiegato Yussuff.