Red Hat prosegue nel cambiamento: la società specializzata in open source e strumenti di sviluppo per il cloud, acquisita l’anno scorso da Ibm per 34 miliardi di dollari, ha un nuovo amministratore delegato. Sulla poltrona di Ceo, occupata fino a ieri da Jim Whitehurst, siederà Paul Cormier, già presidente della divisione Products and Technologies di Red Hat. Whitehurst diventa invece presidente di Ibm, società anch’essa reduce da un importante cambiamento al vertice, con il passaggio del ruolo di Ceo, lo scorso gennaio, da Ginni Rometty ad Arvind Krishna.

Entrato in Red Hat nel 2001, Cormier ha accompagnato la società durante anni di trasformazione, in cui la distribuzione Linux della società ha trovato sempre più spazio all’interno di una clientela enterprise. “Al mio ingresso in Red Hat”, ha dichiarato il nuovo Ceo, “sarebbe stato impossibile prevedere come Linux e l’open source avrebbero cambiato il nostro mondo, ma ora sono ovunque”. 

A proposito del suo successore, Whitehurst si è detto convinto del suo “impegno verso i principi dell’open source” e del fatto che il suo modo di lavorare “permetterà a Red Hat non solo di tenere il passo con le richieste dell’IT delle aziende, ma anche di spianare la strada a tecnologie emergenti che diventano mainstream”.

La nomina di Jim Whitehurst a presidente di Ibm, d’altra parte, sottolinea la crescente integrazione fra le due società. “Red Hat”, ha commentato Krishna, “è sinonimo di open source e di cloud ibrido, due tra le principali forze che muovono il nostro settore”. In questi giorni è stata annunciata anche la nomina di un nuovo direttore delle divisone cloud di Ibm: è Howard Boville, già chief technology officer di Bank of America.